Il professor Alberto Brambilla è uno dei massimi esperti di questioni previdenziali nel nostro paese. Tuttavia, quando si sposta in ambito fiscale, evidenzia minore robustezza di elaborazione teorica. In questi mesi Brambilla è tornato a rilanciare con forza il proiettile d’argento più amato dagli italiani: il contrasto d’interessi, noto anche col nome di battaglia di “scarichiamo tutto!”

Oggi sul Foglio il tignoso Luciano Capone segnala che è in corso l’ennesima lite tra gemelli della politica italiana. Solo che, a questo giro, ad essere coinvolta è un’economista che, meglio di chiunque altro, conosce la purissima idiozia del cosiddetto contrasto d’interessi ma, ciò malgrado, finisce in una disputa con la sua alter ego politica. Che tempi tristi.

Poiché in questo disgraziato paese non si butta via nulla, e men che mai il ciarpame e le “idee” più demenziali, dai dazi alla flat tax passando per il contrasto d’interessi (quello di “scaricare tutto, come in Ammeriga“) e la riapertura dei bordelli (e presto ai salassi come metodo terapeutico), segnaliamo che la Cisl partecipa attivamente al revival e ieri ha rilanciato, in un evento dedicato, il proprio complesso pensiero su Europa e dintorni, prendendolo di peso da una proposta di legge popolare presentata nell’ormai lontano 2015. Che, per la nostra classe digerente, è in realtà roba di mezz’ora fa.