Torniamo sul caso Sofri. E lo facciamo da un’ottica “laica”, consentiteci per una volta di non utilizzare l’abusato (ma a noi sempre caro) aggettivo “liberale”. Abbiamo seguito con interesse le ricostruzioni, storiche e personali, della vicenda. Quella a cui stiamo assistendo, per molti aspetti, è la reiterazione della “maledizione italiana”, l’incapacità di chiudere i conti con il proprio passato. Sembra un’assurdità, a distanza di sessant’anni, parlare di “riconciliazione nazionale”. In altri paesi, usciti in macerie da una guerra mondiale ed una guerra civile, avremmo probabilmente misurato quell’arco temporale in mesi, o in pochi anni. Qui, no.