Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

L’Italia è il paese dell’eterno ritorno, o meglio della eterna zombizzazione. Di persone, movimenti politici, dibattiti “culturali” ed aziende decotte, da pubbliche e da (fintamente) private. Non serviva la sfera di cristallo per intuire come sarebbe finita con Alitalia, ed infatti è già stato tutto scritto e detto. La società ha tutte le carte perdenti di questa partita, e malgrado ciò il suo “tutore” politico, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, continua a balbettare frasi che farebbero tenerezza se non fossero la premessa ed il presagio di un nuovo massacro dei contribuenti italiani. Perché è davvero tutto già scritto.

Intervento del vostro titolare a ZappingDuepuntozero del 31 ottobre, condotto da Giancarlo Loquenzi su Rai RadioUno. Sulla forza negoziale di Alitalia, l’aventino di Air France, assisa in riva al fiume, la dura realtà che ci si para di fronte, la ricerca di nuovi fantomatici partner internazionali, l’esito più probabile di tutta questa indegna vicenda, che parte da lontano e non andrà lontano, se non nella portata del danno a contribuenti ed immagine del paese.

Oggi sta girando un rumour giornalistico secondo il quale Air France non avrebbe intenzione di partecipare all’aumento di capitale di Alitalia, il cui periodo di sottoscrizione scade il 16 novembre. Secondo questa vocina, il vettore franco-olandese vorrebbe contare di più in merito a piano industriale e rinegoziazione del debito, prima di mettere altri soldi nella compagnia italiana. Come dar torto ad Air France? Il punto è ipotizzare che accadrà nelle prossime settimane, per capire se l’Italia si esporrà per l’ennesima volta al ridicolo planetario.