I piccoli risparmiatori rimasti coinvolti nel crack Alitalia hanno deciso di intentare una causa civile, la cui prima udienza sarà il 13 ottobre, contro gli ex amministratori del vettore per falso in bilancio, irregolarità e “mala gestio“. Emolumenti, fissi e variabili, pari a multipli di quelli percepiti dai manager di altri vettori con i conti in ordine. Secondo i legali dei risparmiatori,

«Risulta chiaro come gli amministratori delegati, e lo stesso consiglio d’amministrazione, hanno sempre avuto interesse a conservare il proprio incarico con assoluta incuria di una sana e produttiva gestione della società»

Questo passaggio è interessante, perché accomuna le azioni di risparmiatori e manager in un unico alibi: la proprietà pubblica.

Nei giorni scorsi la IATA, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, ha rivisto al rialzo le stime delle perdite per l’industria aerea mondiale nel 2009 a 11 miliardi di dollari dai 9 miliardi stimati in precedenza. E la crisi del settore proseguirà anche nel 2010 quando le perdite dovrebbero attestarsi a 3,8 miliardi. La domanda di trasporto aereo è stata in calo anche a giugno, ultimo mese di dati disponibili, nella misura del 7,2 per cento sullo stesso mese del 2008, mentre la domanda cargo ha segnato una diminuzione tendenziale del 16,5 per cento.

Alitalia annuncia l’ampliamento dell’offerta internazionale e intercontinen­tale con 13 nuove mete, opera­te insieme con il partner Air France-Klm (azionista al 25%). Ma il passeggero che vada a cer­care un volo diretto da uno de­gli scali italiani per queste desti­nazioni rimane a bocca asciut­ta: in tutti i casi dovrà passare da un aeroporto straniero che sia Parigi, Amsterdam e Lione, incluse le destinazioni europee quali Berlino e Lisbona. Pare sia l’applicazione del concetto di hub and spoke (che a molti politici italiani ancora sfugge), dopo le tante chiacchiere sull’italianità e su Malpensa ombelico del mondo fatte nei mesi scorsi dal premier e dai leghisti.

«Il piano presentato da Air France per Alitalia deve tenere conto dello sviluppo del Nord e quindi non può penalizzare l’aeroporto di Malpensa». Lo afferma Maurizio Lupi, responsabile Infrastrutture di Forza Italia. «Alcune affermazioni – aggiunge il deputato ‘azzurro’ – lasciano troppi margini di incertezza rispetto al ruolo futuro dello scalo milanese. Non vorremmo che la compagnia di bandiera venisse trasformata in una sorta di operatore regionale» – (Ansa, 17 dicembre 2007);

«Il governo alla fine ha svenduto l’Alitalia ai francesi. L’okay dato dal Tesoro al piano Air France decreta la fine di Malpensa e infligge un colpo durissimo non solo al Nord ma a tutto il sistema dei trasporti italiano». Lo afferma Maurizio Lupi, Responsabile Infrastrutture di Forza Italia – (Ansa, 18 marzo 2008);

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è rimasto coinvolto ieri in quello che ha definito l’ennesimo “disservizio” di Alitalia sulla tratta Milano-Roma. Sul volo in partenza da Linate alle 8.30, giunto all’imbarco, il governatore lombardo si è imbattuto in una doppia sorpresa: Alitalia ha prima dovuto accorpare due voli per ovviare a un guasto tecnico, generando mezz’ora di ritardo, poi c’è stato un errore nel conteggio dei posti assegnati. E così, insieme a Formigoni, che viaggiava con due collaboratori, altri passeggeri si sono ritrovati solo con posti in piedi.