Sarà che le acque stagnanti e reflue della politica italiana non favoriscono analisi ed approfondimenti, sarà che il nuovo slogan della manomorta partitica sull’economia si chiama “tutela dell’interesse nazionale“, sta di fatto che oggi ci è toccato di leggere uno stiracchiato proclama di Alleanza Nazionale a favore dell'”italianità” di Alitalia, che recita stancamente:

“Ci auguriamo che la posizione univoca del centrodestra in merito alla vicenda Alitalia faccia riflettere il Governo su una scelta che più passano i giorni e più penalizza l’interesse nazionale”. Lo affermano il portavoce di An, Andrea Ronchi, e il capogruppo dei deputati di An, Ignazio La Russa, a proposito della vicenda Alitalia. “Il centrodestra – aggiungono – valuterà nelle prossime ore ulteriori iniziative tese a dimostrare l’importanza che il vettore resti italiano”

Dall’8 al 10 febbraio prossimi, a Milano, si terrà la Conferenza nazionale di An. Nei giorni scorsi sono stati resi pubblici (anticipati e commentati da Mario Sechi su Panorama.it) i principali orientamenti programmatici che il partito di Gianfranco Fini sottoporrà al proprio elettorato, attuale e potenziale, ed agli interlocutori politici. Scorrendo i singoli punti è difficile non essere colti da sconforto.

Passione, ideali, entusiasmi. Sono questi i termini che più ricorrono in Alleanza Nazionale, e la loro frequenza aumenta in parallelo al progressivo declino della base elettorale del partito. Anche il dibattito durante i lavori dell’Assemblea Nazionale all’Ergife non è stato immune da questi toni vibranti e passionali. Abbiamo iniziato sentendo Fini dichiarare guerra alle correnti interne ed alla loro degenerazione e “metastatizzazione”. Abbiamo poi sentito il vibrante sdegno della corrente Destra Sociale, pronta a passare all’opposizione interna e a minacciare sfracelli verso l’apostata relativista Fini. Abbiamo terminato con un “rinnovato slancio unitario” (partiti nominalmente nuovi, terminologia indefettibilmente decrepita), che ha di fatto congelato la situazione, apparentemente mantenendo una bizzarra unità interna fatta di qualcosa di molto simile agli insulti personali. Avrà verosimilmente prevalso il terrore di scomparire dalla geografia elettorale del paese, che ha condotto alla logica paleo-democristiana dell’embrassons-nous.