Quando un paese ha smarrito la rotta, forse irrimediabilmente, e si trova percosso quotidianamente da eventi che sono la giusta punizione per essersi cullati in una sorta di pensiero magico ed aver liquidato le dissonanze cognitive come un complotto dei poteri forti (meglio se di oltre confine), capita che sulla scena arrivino personaggi che sono solidamente inconsistenti, biascicano filastrocche ruminate per anni e sono completamente clueless su quello che servirebbe fare per trarsi d’impaccio.

Il vice premier nonché ministro dell’Interno nonché segretario del Pdl, Angelino Alfano, nei giorni scorsi ha ribadito la fantasiosa missione del suo partito all’interno della compagine governativa. In realtà , il Pdl sta solo reiterando l’approccio “smoke and mirror” che da sempre caratterizza l’azione berlusconiana al governo di questo disgraziato paese, e peraltro in questa circostanza con cicaleccio ininterrotto tra poliziotti buoni e poliziotti cattivi della finanza pubblica. La realtà continua a stare altrove.

Quello che state per vedere è l’eccezionale documento visivo della incontenibile gioia del vicepremier per l’abolizione dell’Imu. Alfano si sdilinquisce per il conseguimento di questo mirabile traguardo, ripete più volte che trattasi di operazione tax free (for accidental tourist vicepremier, immaginiamo), rimedia al piccolo infortunio del proclama precedente, tace sul fatto che la copertura della eliminazione della seconda rata Imu al momento non esiste, e si pavoneggia per la levata d’ingegno del moto perpetuo dato dal rimborso aggiuntivo di crediti alle imprese, che produrrà gettito Iva.

Pare proprio faccia parte dell’istinto primordiale del politico, quello di studiare ogni mezzo per porre sotto il proprio controllo un settore economico, sfruttandone le debolezze. Quanto sta accadendo intorno al credito in Italia non fa eccezione: il settore, già ridotto a brandelli da una politicizzazione patologica spacciata per filantropia, ora si trova stretto tra il tentativo disperato di recuperare redditività per rispondere sia alle indicazioni dell’EBA che a quelle di Basilea III, e l’imperativo di contenere la feroce erosione dei mezzi propri causata dalla progressione delle sofferenze in un paese che si sta lentamente deindustrializzando. Per tacere dei sontuosi avviamenti pagati sul nulla, i veri nodi dell’insipienza distruttiva del sistema creditizio, che stanno lentamente venendo al pettine.

A conferma di quanto il tema della lotta alla corruzione stia facendo annodare il dibattito entro le mura del Pdl, oggi il guardasigilli Angelino Alfano ha precisato che tocca ai partiti compiere un “severo vaglio”  dei candidati, evitando di mettere in lista coloro che hanno “curricula non brillanti” (sic);  diversamente, qualsiasi legge sull’incandidabilità rischia di essere inutile o, peggio, di affidare alla magistratura una indebita supplenza.

Così il Guardasigilli, Angelino Alfano:

“Speriamo che da questo episodio negativo possa nascere un percorso positivo e un cammino positivo delle istituzioni. Speriamo che si torni ad una polemica politica in cui si contesti il governo in carica per le materie di governo, senza più indulgere nella tentazione di autorappresentarsi, cosa che è avvenuta troppo spesso nel fronte delle opposizioni, come il bene nei confronti del male”