Ricapitolando: i deficit pubblici stanno esplodendo in tutto il mondo occidentale. Segnatamente Negli Stati Uniti, dove vent’anni di bolle insufflate per ideologia ottusamente  finto-liberista e realmente oligarchica e di cattura regolatoria hanno regalato al pianeta boom e crash a ripetizione. Oggi, i tassi sono talmente bassi che non c’è alternativa a smobilizzare i fondi dagli impieghi monetari e dirottarli verso il mercato obbligazionario di stato, corporate, emergenti e l’azionario. Quest’ultimo prosegue in un rialzo che sconta utili che assai difficilmente vedremo prima di qualche anno.

After 30 years of believing that multiculturalism had the power to hold their settler society together Australians are losing faith in what was always a tangled concept and are returning to the simpler formula of integration.
“We have moved from scepticism to disenchantment”, said ruling Liberal Party luminary Peter Coleman. “It has now sunk in that some immigrants and their children, many of whom know us well enough, profoundly despise our way of life and even consider themselves at war with it.”

As if on cue, 150 Serb and Croat youths provided further grounds for disenchantment by getting themselves thrown out of the tennis Open in Melbourne for fighting each other in a reprise of the 1990s Balkan Wars.

Il muftì d’Australia sceicco Taj Din al-Hilali, il religioso musulmano di più alto grado nel Paese, ha incolpato le donne che si vestono in modo immodesto e non indossano il velo islamico se diventano preda degli uomini, paragonandole a ‘carne’ abbandonata che attrae gli animali voraci. In un sermone di Ramadan il mese scorso nella maggiore moschea di Sydney, che ha oltraggiato le donne leader della comunità musulmana e suscitato appelli per la sua espulsione, il clerico ha detto che le aggressioni sessuali non accadrebbero, se le donne indossassero la hijab e rimanessero a casa.

“Se prendete della carne non coperta e la mettete fuori per strada, o nel giardino o in un parco senza coprirla, i gatti vengono e se la mangiano. Di chi è la colpa, dei gatti o della carne scoperta? Il problema è la carne scoperta”

ha detto Hilali, secondo una traduzione pubblicata oggi dal quotidiano The Australian. Avrebbe aggiunto che vi sono donne che “ancheggiano in maniera provocante”, si truccano il viso e indossano abiti immodesti, “e poi viene un giudice senza pietà e condanna l’uomo a 65 anni”.
Il portavoce del mufti, Keysar Trad, ha assicurato che le parole di Hilali sono state riportate fuori contesto da un sermone, rivolto a circa 500 seguaci, dedicato al peccato dell’adulterio. “Parlava delle persone che insidiano altre persone, che siano uomini o donne, che cercano rapporti sessuali fuori del matrimonio, e lo fanno con abiti provocanti”, ha detto Trad. I commenti sulla carne, ha aggiunto, si riferivano alle prostitute.

SYDNEY, 10 GEN – L’Australia ha accolto nell’ultimo anno finanziario il numero più alto di immigrati e di profughi dell’ultimo decennio. I dati diffusi oggi dal ministro dell’Immigrazione Amanda Vanstone indicano che nel 2003-04 si sono insediate in Australia oltre 111 mila persone, un aumento di quasi 20 mila rispetto ai 12 mesi precedenti. ”Ciò significa che negli ultimi dieci anni gli arrivi sono aumentati del 60% con oltre 200 paesi rappresentati”, ha dichiarato il ministro. ”Il nostro programma di immigrazione si e’ concentrato sul personale qualificato e di età sotto i 45 anni, che può trovare lavoro in poco tempo e contribuire all’economia australiana”, ha aggiunto. Il grosso dei nuovi arrivati proveniva come e’ tradizione dalla Gran Bretagna, con 18 mila nell’arco dei 12 mesi. Seguono nell’ordine dei paesi di origine: Nuova Zelanda, Cina, India, Sudafrica, Sudan e Filippine. Praticamente nulla l’immigrazione dall’Italia. Come sempre, la maggior parte dei nuovi arrivati si e’ insediata in Nuovo Galles del Sud (con capitale la sovraffollata Sydney) con 40.561, ma la proporzione rispetto al resto dell’Australia è stata la più bassa in 20 anni. E’ cresciuta invece la percentuale di nuovi insediamenti in Victoria (capitale Melbourne) con poco più di 28 mila, in Queensland (Brisbane) con quasi 20.300 e Australia occidentale (Perth) con poco più di 15.400. Il ministro Vanstone ha dichiarato inoltre che l’Australia ha mantenuto il terzo posto fra le nazioni che accolgono il maggior numero di profughi, dopo Stati uniti e Canada. Nell’anno 2003-2004 ha concesso circa 13 mila visti umanitari, in gran parte a persone provenienti da campi profughi in Africa, specialmente in Sudan. (ANSA)