Alla fine, il governo italiano ha rotto gli indugi, soprattutto i propri, ed ha legiferato sul salvataggio di quattro banche minori per dimensione ma enormi per il colpo inflitto al sistema, mettendo a nudo la quantità industriale di porcate, traccheggi ed insipienze che da sempre minano il sistema bancario italiano, quello “sano” e che non deve mai chiedere nulla a nessuno, secondo la nota vulgata falsa come poche in questo paese di monete da tre euro. Ma l’intervento di ieri era anche l’unico possibile, e segna la capitolazione del nostro paese alla realtà.

Pubblicato oggi il rapporto mensile Abi, nuovo appuntamento con l’ottimismo renziano, dopo che l’andamento dei consumi elettrici ha ballato una sola estate (e meglio così, verrebbe da dire). Confermato il boom delle concessioni di nuovi mutui, quello strepitoso +92% annuale che ha fatto correre un brivido lungo la schiera dei teorizzatori del nuovo boom fiducioso. Ma oggi Abi precisa qualcosa che fa rannuvolare il cielo blu di Lordonia.

Continua il nostro viaggio a Lordonia, il paese del Sud Europa che sta vivendo un boom economico senza precedenti ma solo sui dati lordi. Oggi vi presentiamo l’exploit dei mutui immobiliari, quello che qualcuno prima o poi vi spiegherà essere figlio non solo del vibrante clima di fiducia instauratosi nel paese dall’avvento del governo Renzi ma soprattutto della credibilità dell’annuncio di eliminazione per omnia saecula saeculorum della tassazione sulla prima casa.

(Post abbastanza tecnico, su fondamentali tecniche di magia ed illusionismo)

Interessante articolo, sul Sole di oggi, sul tormentone della bad bank pubblica italiana. Dopo lunghi mesi trascorsi a tentare di quadrare il cerchio, pare che ora i nostri eroi abbiano estratto dal cilindro un nuovo coniglio psichedelico, nel disperato tentativo di ottenere una società che operi “a condizioni di mercato” ma con prezzi assurdamente superiori al mercato, e che fornisca un robusto aiuto di stato aggirando le norme europee sul medesimo. Sembra incredibile che siamo ancora qui a parlarne ma sapete come sono gli italiani, no? Creativi. E con un rapporto così conflittuale con la realtà da tentare di farsene in casa una alternativa.

Come forse ricorderete, la legge di Stabilità dello scorso anno, la prima dell’Era Renzi, aveva assestato un bel piattone fiscale (e pure retroattivo) sulle gengive delle fondazioni bancarie, disponendo che i dividendi percepiti da enti non commerciali risultassero esenti da tassazione solo per il 22,26% in luogo del 95% di cui continuano a godere le società commerciali. Ovvia costernazione tra le fondazioni, che quindi furono immediatamente ricompensate con un credito d’imposta pari all’aumento di pressione fiscale derivante dalla riforma del regime di esenzione dei dividendi. Ma il governo, nei mesi successivi, ha più volte trovato modo di farsi perdonare, con una serie di graziosi doni alle charities di casa nostra. Ora, con la legge di Stabilità 2016, pare arrivare l’ultimo cadeau.

Poiché in questo ultimo anno o giù di lì siamo diventati tutti statistici da Superenalotto, mescolando basi dati differenti, oltre a confondere dati effettivi ed indagini campionarie, oggi siamo a sottoporvi un interessante rompicapo (che tale non è), tratto direttamente dalle basi dati di Banca d’Italia e dalla Associazione bancaria italiana (ABI). Non spaventatevi, vedrete che alla fine sarà tutto più chiaro.