Nel corso della testimonianza davanti alla Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti, martedì scorso, Ben Bernanke ha commentato i potenziali effetti negativi dell’entrata in vigore della cosiddetta sequestration, cioè dei tagli automatici alle spese per discrezionali e di Difesa, che dovrebbero entrare in vigore alla mezzanotte di oggi, ora di Washington, conseguenza dell’accordo di Capodanno tra Casa Bianca e Congresso sulla manovra di consolidamento fiscale.

Se l’idea di Ben Bernanke, quando ha annunciato il secondo round di easing quantitativo, era quella di indurre una discesa dei rendimenti obbligazionari tale da stimolare riallocazioni di investimenti verso gli asset più rischiosi e ridurre, in una prospettiva di breve periodo, il costo dei mutui in modo da stimolare rifinanziamenti ed accensione di nuovi prestiti, pare che la realtà più che aggredirci ci stia facendo neri.

di Mario Seminerio – Libertiamo

La Fed ha parlato: parte la fase due dell’easing quantitativo, con acquisti diretti di Treasuries da parte della banca centrale americana per 600 miliardi di dollari, da qui a giugno 2011, a cui si aggiungeranno circa altri 300-350 miliardi del cosiddetto QE Lite, cioè il reinvestimento in titoli di stato di cedole e capitale rimborsato sulle cartolarizzazioni ipotecarie detenute dalla stessa Fed.

Mercati azionari euforici, grazie agli utili trimestrali di Intel migliori di stime che tuttavia erano state ridimensionate in agosto (il mercato ha perso la memoria di breve termine, evidentemente); rally dei Treasuries legati all’inflazione, grazie al convincimento che la Fed tenterà, attraverso la prossima manovra di easing quantitativo, di gonfiare le aspettative di inflazione. Le quali però stanno inesorabilmente calando, come dimostra anche la survey di settembre dell’Università del Michigan, dove i consumatori prevedono tra 12 mesi un’inflazione tendenziale del 2,2 per cento, rispetto al 2,7 per cento previsto in agosto.

Su Time, fotostoria di Benjamin Shalom Bernanke, da Dillon (South Carolina) figlio di un farmacista e di una insegnante, nipote di un ufficiale dell’esercito austro-ungarico e prigioniero di guerra dei russi, che giunse a Dillon durante la Depressione ed acquistò una farmacia-drogheria. I Bernanke, una osservante famiglia ebraica in una ancor più osservante cittadina cristiana, erano tra i pochi esercenti a far credito ai neri.