A conferma che l’aver evitato la creazione di un “nocciolino” agente in regime privatistico non è assolutamente sufficiente ad evitare la creazione di zone d’ombra nel funzionamento del Dipartimento della Protezione Civile, la Corte dei Conti ha invitato oggi, per bocca del proprio presidente, Tullio Lazzaro, a più controlli sugli atti della struttura diretta da Guido Bertolaso, pur riconoscendo che la magistratura contabile non può esercitare accertamenti se non su espressa richiesta del capo del governo. Durante la conferenza stampa al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, Lazzaro ha detto che “a monte c’è comunque una scelta politica” precisando che per legge non esiste un controllo della Corte sulle ordinanze emesse dalla Protezione Civile, ma solo sulla gestione del fatto a cose già realizzate. Il che equivale a dire che non esiste alcun controllo.

Stralciata la norma sulla trasformazione in società per azioni della Protezione civile. Era nell’aria, dopo le prese di posizione politiche degli ultimi giorni, soprattutto dopo le numerose dichiarazioni pubbliche dell’abitualmente riservatissimo Gianni Letta. Per il quale lo status quo è ottimo e abbondante:

«(…) La Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno»

Una premessa d’obbligo: a noi Guido Bertolaso ha sempre ispirato grande fiducia. Determinato, tenace, instancabile. Ne abbiamo anche condiviso la presa di posizione ad Haiti nei confronti della “patetica” macchina da soccorso americana, quella che dimostra incontrovertibilmente che, quando si ha a disposizione solo un martello, tutti i problemi sembrano chiodi. Dalla vicenda degli appalti alla Maddalena (e non solo), ci auguriamo che Bertolaso possa uscire del tutto pulito. Ma oggi è il tempo degli interrogativi, e di una prima conclusione politica.