Il “discorso” di Umberto Bossi sul sacro sterrato di Pontida trasmette un senso di tristezza che tende persino a sopravanzare l’irritazione. Tristezza per un anziano uomo, minato dalla malattia, che ha progressivamente perso il senso della realtà e, ciò che è peggio, lo ha fatto perdere anche a gran parte dei propri sostenitori, anche se gli ultimi esiti elettorali sembrano suggerire un risveglio della base. L’irritazione deriva invece dalla profonda ignoranza in ambito economico che pervade la Lega, forse il partito italiano messo peggio, sotto questo profilo, in un panorama già desolante di suo.

  • “Svuoterà Lampedusa, mandandoli via”. Così Umberto Bossi, leader della Lega Nord conversando con i cronisti alla Camera risponde a chi gli chiede se secondo lui Berlusconi risolverà l’emergenza immigrazione nell’isola. A chi gli chiede se saranno mandate delle navi in Tunisia per riportare i migranti, il Senatur risponde: ”Lo spero” (Ansa, 30 marzo 2011);
  • Umberto Bossi è favorevole ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini. Così “vanno in Francia e in Germania”. Dopo aver spiegato il suo assenso ai permessi temporanei per gli immigrati tunisini, Bossi ha aggiunto: “Faccio quello che posso” (Ansa, 5 aprile 2011)

Novembre, il mese in cui i tacchini si avviano (inconsapevolmente) al sacrificio supremo. Accade negli States, potrebbe accadere anche nell’Italietta padanizzata se Umberto Bossi , il Grande Stabilizzatore, porterà alle estreme conseguenze la sua richiesta-minaccia al premier. O Silvio Berlusconi si dimette sua sponte, a fine settembre, oppure la Lega potrebbe non votare i leggendari cinque punti dell’ennesima riscrittura programmatica berlusconiana (ne abbiamo perso il conto, nell’ultimo decennio).