Tra le cose più psichedeliche apparse all’orizzonte di questo paese di dissociati vi è senz’altro l’ammissione del ministro per la Semplificazione normativa che italiani e padani sono parte della stessa comunità nazionale, e fors’anche razziale, prima che etnica:

La candidatura del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi alla guida della Bce, sostenuta nelle ultime ore anche dalla Germania, è per il ministro Calderoli, «un risultato assolutamente positivo, che contraddice tutti quelli che fino ad oggi hanno detto che la credibilità e l’immagine internazionale del nostro paese è stata danneggiata da questo governo. E’ la prima volta che ci riusciamo, quindi evidentemente all’estero la pensano in maniera differente rispetto ai nostri detrattori, che sono sempre e solo a sinistra» (Ansa, 12 maggio 2011)

Certo, certo.

Il testo della riforma costituzionale che Giulio Tremonti ha portato oggi in consiglio dei ministri (dove ne è iniziato lo studio), segnalato da il Foglio 2+2, è un prezioso esercizio umanistico, con annesse citazioni all’immancabile Tocqueville, a Hobbes che è il lupo che va ingabbiato, al nuovo Medioevo della complicazione normativa, alimentato dal proliferare dei livelli di governo (a proposito di federalismi e previsioni del tempo di quartiere), ad immaginifiche uova deposte da serpenti burocrati che ricordano la riproduzione delle larve di Alien, al nodo di Gordio da tagliare con un colpo di spada, al chilometraggio ed al parquet normativi che crescono ogni anno.

Rispondendo a Giovanni Sartori ed ai suoi timori sui veri costi del federalismo (che sono e restano ignoti, come ha più volte confermato lo stesso Giulio Tremonti), il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ribadisce le due coordinate della rivoluzione prossima ventura: il passaggio della spesa pubblica ad un sistema di costi standard e l’autonomia impositiva agli enti territoriali.

Nuova polemica di esponenti dell’esecutivo contro la Banca d’Italia. Questa volta ad adombrarsi ed arruolare la nostra banca centrale nella ormai foltissima schiera di “oppositori” del governo, è il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Il quale, usando accenti sacconiani rinforzati, accusa via Nazionale di descrivere, niente meno, “un quadro fallimentare che fa male a tutto il paese”. Esagerato. La Banca d’Italia si è limitata a comunicare che, sulla base delle segnalazioni statistiche arrivate a tutto il 15 febbraio 2010, il flusso di fondi materialmente rientrati nel paese è di 35 miliardi di euro.

L’ormai ex ministro Calderoli è stato iscritto d’ufficio nel registro degli indagati della Procura di Roma, con l’ipotesi di reato di offesa a confessione religiosa mediante vilipendio. Piuttosto bizzarri gli articoli del codice penale invocati quali ipotesi di reato: “offesa alla religione dello Stato mediante vilipendio di cose” (art. 404 cp) e “delitti contro i culti ammessi nello Stato” (art. 406 cp). Si tratta della vecchia normativa, che distingueva l’offesa alla religione dello Stato (punita con la reclusione da uno a tre anni) da quella ai culti ammessi (con pena minore fino a due anni). A giorni, però, dovrebbe essere pubblicata la riforma dei reati di opinione che contempla, tra l’altro, proprio l’offesa a una confessione religiosa, ma limita la pena a una multa da mille a cinquemila euro. Cosa c’è di meglio e di più tempestivo di una cara, vecchia sana forzatura delle leggi da parte dei sacerdoti del politically correct a senso unico? A quanto pare, in questo paese la Legge Mancino e tutta la legislazione che punisce l’incitamento all’odio etnico e religioso (che già di per sé operano sul crinale scivoloso dei reati d’opinione) sembrano avere modalità di applicazione del tutto asimmetriche. Ciò deriva dal fatto che abbiamo un corpus legislativo inadeguato alle nuove emergenze internazionali, o al ben noto bias dell’altrettanto nota magistratura militante? In fondo, la legge deve costantemente essere “reinterpretata” per poter incidere sulla società, questo è il caposaldo del pensiero strategico di Magistratura Democratica (e non solo), e qualche piccola forzatura è del tutto veniale rispetto al glorioso cammino verso il costruttivismo…