L’università argentina di La Plata ha attribuito il prestigioso (così dicono) premio Rodolfo Walsh al presidente venezuelano Hugo Chavez, per il suo “indubbio ed autentico impegno” verso media che supportino “diritti umani, verità e valori democratici”. Pare che le radici di questo premio affondino nella creazione da parte di Chavez nel 1999 (appena giunto alla presidenza), di una emittente televisiva il cui scopo era quello di rompere il monopolio dei media da parte degli oppositori di centrodestra. Che memoria di elefante, questi argentini.

di Mario Seminerio

Contrariamente agli entusiasmi con cui è stata accolta in Occidente da (quasi) tutti, la prima sconfitta del presidente venezuelano Hugo Chavez in una consultazione nazionale non sembra destinata a fermare la marcia dell’autocrate di Caracas verso la fatale socializzazione dell’economia venezuelana. Infatti, Chavez, può ancora contare sul controllo di tutti i 167 seggi del Congresso e dei 32 membri della Corte Suprema, oltre a disporre dei poteri esecutivi per governare a colpi di decreto almeno fino a luglio 2008. Con questi strumenti, egli potrà tentare di attuare almeno alcuni dei punti dell’agenda di “riforme” bocciate nella consultazione del 2 dicembre. Anche se la costituzione venezuelana impedisce al presidente di proporre gli stessi emendamenti per la seconda volta, Chavez potrebbe comunque far eleggere un’assemblea costituzionale, aggirando di fatto il divieto. Nel frattempo, le “riforme socialiste” vanno avanti.

Venezuela’s National Assembly granted President Hugo Chavez unprecedented power to rule by decree on Wednesday, vastly increasing his authority to move forward on his leftist agenda in every area of the country’s life from the oil industry to telecommunications to banking.

Chavez was given the special powers for 18 months by a legislature fully controlled by his party and a handful of allies. The lawmakers took their celebratory vote under the open air and tropical blue skies of Caracas’s main square, Plaza Bolivar, where ordinary Venezuelans also gathered.

National Assembly Speaker Cilia Flores asked for a show of hands from dozens of government supporters congregated below the statue of Venezuelan and Latin American independence hero Simon Bolivar. “Approved unanimously, with the vote of the people”, she proclaimed.