L’argomento non è nuovo, ma merita ulteriore segnalazione. Un eccellente reportage dell’emittente australiana SBS sul fenomeno delle città e dei mall fantasma cinesi. Immobili che restano vuoti perché troppo costosi per gli aspiranti acquirenti ed affittuari. Tralasciando l’ovvia domanda relativa a cosa accadrà ai developer ed alle banche che li hanno finanziati, c’è un passaggio dell’inchiesta che ha una inequivocabile valenza politica.

Nel tentativo, ormai tra il disperato ed il grottesco, di impedire una rivalutazione brutale dello yuan ma anche di contrastare un’inflazione rampante senza alzare troppo i tassi d’interesse ufficiali ed evitare in tal modo afflussi di denaro caldo che finirebbero col gettare ulteriore olio sulla fiamma, le autorità monetarie cinesi scoprono ogni giorno di più quanto il diavolo si nasconda tra le pieghe di una coperta ormai ridotta ad un fazzoletto.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Mercati e investitori attendono il prossimo meeting del Federal Open Market Committee della Federal Reserve, che dovrebbe ufficializzare l’entrata degli Stati Uniti nella seconda fase di quello che viene definito easing quantitativo: in sostanza, l’acquisto di attivi finanziari da parte della banca centrale statunitense. Dopo una prima fase, lo scorso anno, che ha visto coinvolte soprattutto cartolarizzazioni ipotecarie e titoli di stato, oggi dovrebbe toccare esclusivamente ai secondi.