Nel consiglio dei ministri del 20 gennaio è stato dato il via libera alla costituzione di una “società di servizio per la ristrutturazione, il riequilibrio finanziario e il consolidamento industriale di imprese italiane in temporanee difficoltà patrimoniali e finanziarie, ma con buone prospettive industriali ed economiche”. Non per essere gufi, ma questo sembra il passato che non vuole passare. Ed è piuttosto inquietante.