La non notizia del giorno è che la Cina, nei prossimi dieci anni, potrebbe investire fino a 2000 miliardi di dollari in aziende e progetti esteri, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti. Una non notizia, perché, quando si ha un enorme surplus commerciale bilaterale, è fatale che i capitali vengano riciclati nel paese di destinazione delle esportazioni.

Lo sapevate? Sapevate che le esportazioni italiane di merci sono al quarto posto in Europa e non al secondo, dietro Germania, Francia ed Olanda, e che se aggiungiamo i servizi scendiamo al quinto posto? E sapevate che questo fantomatico secondo posto continentale nell’export, anche visto in termini di variazione percentuale, continua a non esistere?

Barack Obama ha designato come rappresentante al Commercio estero (in pratica, il capo-negoziatore) l’ex sindaco di Dallas Ron Kirk, uno dei primi proponenti il NAFTA, da sempre sostenitore del libero commercio internazionale.  Una scelta che ha fatto storcere il naso all’ala sinistra del partito Democratico, che tuttavia ha avuto modo di rallegrarsi per la designazione a Segretario al Lavoro di Hilda Solis, da sempre alleata dei sindacati oltre che strenua avversaria, in Congresso, del Central American Free Trade Agreement (CAFTA), ed una critica molto vocale dei modelli ortodossi di commercio estero. A questo aggiungete che il Segretario al Commercio designato, Bill Richardson, durante la campagna per le primarie aveva espresso sostegno al NAFTA ma anche ad un modello di commercio estero che riequilibri le disparità salariali tra Stati Uniti e partner commerciali.

Nei giorni scorsi l’Istat ha pubblicato i dati relativi al commercio estero italiano nel mese di settembre. La circostanza ha offerto a Emma Bonino l’opportunità per dettare alle agenzie un comunicato dai toni trionfalistici ed al solito autocelebrativi:

“I dati di settembre sull’interscambio commerciale con i Paesi Europei contengono nuovi elementi positivi di discontinuità, che evidenziano il cambio di passo attuato da questo governo nella politica commerciale“. E’ quanto afferma Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee, commentando i dati sulla bilancia commerciale diffusi dall’Istat. “Per la prima volta, a settembre, non succedeva da oltre un anno”, sottolinea una nota, “le esportazioni (+6,6%) sono cresciute piu’ delle importazioni (+5,5%): una inversione di tendenza che può essere di buon auspicio per chiudere l’anno con un incremento significativo di presenza del made in Italy sui mercati internazionali”.
Il secondo aspetto positivo, continua il ministro, “è il decremento del deficit della bilancia commerciale : da 180 a 15 milioni di Euro, nonostante il passivo energetico che continua ad essere il nostro principale problema. Infine, una forte impennata delle nostre esportazioni verso la Germania (+9,4%).Un vero e proprio boom, ovviamente trainato dalla ripresa dei consumi interni ma anche dall’attenzione che portiamo ad un mercato che è per noi fondamentale, e ad un Paese che è il nostro principale partner commerciale.”

Il ministro, nella propria pulsione autoincensatoria, dimentica o sottace alcuni elementi di interpretazione meno propagandistica dei dati.