Quelli che seguono sono alcuni passaggi del testo dell’audizione del Presidente di Agcom, Corrado Calabrò, alla IX Commissione (Trasporti, poste e comunicazione) sul tema “La numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, l’accesso alla rete e l’adozione da parte di Telecom del modello Open Access, lo sviluppo della banda larga e delle reti di nuova generazione“.

Il 14 ottobre alcuni cittadini italiani si recheranno a ratificare la designazione puramente oligarchica di Walter Veltroni come leader di una vecchia-nuova formazione partitica di ispirazione cattocomunista. Sarà un teatrino precotto, come lo fu la Primaria che incoronò Romano Prodi a leader ufficiale dell’Unione. Sarà altresì un momento di “struscio mediatico” di alto valore segnaletico: potremo esercitarci nel noto giochino del “c’era questo, c’era quello”, in compagnia di banchieri di grido, cantautori, intellettuali, imprenditori ed altri celebri esponenti della leggendaria società civile. Ci hanno detto, ci dicono e vi diranno che si tratta di una vera consultazione elettorale, autentico lavacro rigenerante per l’ammaccata democrazia del nostro paese.

L’Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom) è, come recita l’introduzione presente sul suo sito,

(..) innanzitutto un’autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.

Fin qui, tutto bene, anzi benissimo. Al pari delle altre Autorità del Bel Paese, purtroppo, anche l’Agcom è una tigre sdentata, organici e risorse insufficienti. A questa grave carenza, tuttavia, l’Autorità tenta di sopperire con l’attivismo declamatorio del proprio presidente, Corrado Calabrò. Che solo oggi, nel momento in cui gli amerikani bussano alla porta per acquistare Telecom Italia, si ricorda che la rete fissa rappresenta un asset fondamentale per tutelare la concorrenza e massimizzare il benessere dei consumatori. Finora, infatti, Calabrò non aveva ritenuto di alzare la voce ed invocare più poteri per rivendicare anche per Telecom lo scorporo della rete di vettoriamento delle comunicazioni, analogamente a quanto si teorizza da tempo per Snam Rete Gas, controllata (con le unghie e con i denti) da Eni. Oggi, è improvvisamente suonata la sveglia. Calabrò ricorda la “sintonia” con il neo-defenestrato (da Olimpia) Guido Rossi, l’esecutore materiale designato del piano Rovati (per chi non lo avesse ancora capito), e annuncia con fiero cipiglio che “entro fine anno” sarà definito il set di impegni della separazione della rete Telecom.