“La mia posizione è che ci vuole una nuova legge, e quindi voterò sì, perché così  si può fare una nuova legge in Parlamento. Io ritengo che il sistema tedesco sia una buona legge e se la Lega è d’accordo, anche Berlusconi dovrebbe confrontarsi con una nuova maggioranza parlamentare”. Massimo D’Alema, ospite di Radiotre, spiega come voterà al referendum per abrogare l’attuale legge elettorale e rilancia il modello tedesco.
“L’attuale legge – afferma D’Alema – è uno schifo e il responsabile è Berlusconi, che l’ha voluta. Certo, il referendum è uno strumento imperfetto per cambiare la legge, perché non ne produce una nuova, ma non credo che il successo del referendum impedisca di fare una nuova legge”

Il nuovismo veltroniano sembra essersi decisamente impossessato anche delle vecchie mummie della nomenklatura post-comunista diessina. Questa mattina, intervenendo a Radioanchio, Massimo D’Alema ha infatti deciso di tirar fuori dal guardaroba della storia tutto lo strumentario dialettico della Scuola delle Frattocchie. Oggi Spezzaferro ha quindi ribadito la presunta obsolescenza di Berlusconi, definendone l’eventuale ritorno “un fatto di archeologia politica”:

“Ho parlato di archeologia politica perché Berlusconi è legato ad una stagione politica che è quella di Bush, dell’intervento unilaterale in Iraq. Oggi il mondo sta voltando pagina, si sta orientando verso una politica multilaterale e il ritorno al governo di chi è stato uno dei protagonisti di quella stagione è un fatto di archeologia politica.”

Non male detto dall’uomo che, già all’età di nove anni, mangiava pane e comunismo, scrivendosi personalmente i discorsetti da “pioniere” della sezione del Pci di Monteverde Vecchio, a Roma, coccolato da Palmiro Togliatti; che all’età di 14 anni era iscritto alla Fgci, da cui scalò diligentemente tutto il cursus honorum del perfetto comunista: inclusa la scampagnata a Cuba, una trentina di anni fa, alla testa di una nutrita delegazione di giovani comunisti all’undicesimo festival mondiale della gioventù e degli studenti, promosso dal dittatore cubano, che proprio ieri ha annunciato il proprio ritiro (dopo un solo mandato, ha chiosato qualcuno).