Dopo l’entrata in vigore dell’aggiornamento delle tariffe di cosiddetto equo compenso per copia privata, cioè di quanto un consumatore italiano paga quando acquista un supporto quale cd, dvd, computer, tablet o uno smartphone, secondo l’ipotesi che quel supporto potrebbe essere utilizzato per registrare copia di un brano musicale o di un film, comunque legittimamente acquistati, è accaduto un evento che ha suscitato forte irritazione nel ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che nell’occasione, spalleggiato da alcune figure che avrebbero assai poco titolo ad esprimersi, è riuscito a fare sfoggio di crassa ignoranza delle più elementari dinamiche economiche. Non che questa sia una notizia, ma è comunque simpatico segnalarla.

Il premier saluta il pontefice, in partenza da Ciampino per la visita in Repubblica Ceca. Routine? Protocollo? Cortesia istituzionale? C’è molto, molto altro. Almeno a leggere Amedeo La Mattina su La Stampa:

Ecco, quei cento passi a Ciampino di Berlusconi con il Pontefice hanno confermato che per il Vaticano il dialogo con Berlusconi è essenziale. E’ il segno che il premier non è un problema, ma un’opportunità. L’Italia è l’ultimo avamposto, dopo la caduta della cattolicissima Spagna, dove la parola della Chiesa ha un peso enorme. Non è un caso che sia stata avviata un’indagine parlamentare sulla pillola abortiva RU 486 e non passi una legge che riconosca diritti alle unioni di fatto. L’Italia ha un governo che vuole favorire la libertà scolastica (leggi scuole cattoliche) con i bonus per le famiglie e tiene duro contro le tentazioni a favore dell’eutanasia. Ora c’è in discussione alla Camera il testamento biologico che è stato approvato al Senato in una versione che ha molto soddisfatto le gerarchie ecclesiastiche.

E’ un collaudato aruspice, La Mattina. Tutte queste inferenze da un incontro sulla pista di un aeroporto.

Il Partito democratico ha deciso, serenamente e pacatamente, di suicidarsi e persegue questo obiettivo con metodica determinazione. Giusto incalzare il governo sulla mancanza di riforme di struttura, ma almeno farlo presentando delle proposte alternative che non siano solo demagogia e moralismo, come è invece quella dell’aumento dell’imposizione fiscale sui redditi superiori a 120.000 euro, “a partire da quelli dei parlamentari” (sic). Qualcuno ha fatto uno straccio di stima su quanto renderebbe l’operazione, al netto di comportamenti elusivi di sottrazione dell’imponibile? A occhio, parrebbe una cifra risibile. E’ comprensibile che il Pd se la stia giocando, o meglio che stia letteralmente giocando la partita della vita (e della morte), ma usare queste tecniche, che in larga parte tentano di pescare a sinistra, è garanzia di fallimento. Perché il partito affoga nelle sue stesse contraddizioni.

All’ultimo convegno Forex il governatore della Banca d’Italia, armato di indicatori, buonsenso e di sensori (funzionanti) sul territorio, ha preconizzato che l’occupazione è destinata a subire un forte peggioramento nei prossimi mesi. Questa è anche l’intuizione che deriva dalla teoria economica, poiché l’occupazione è un lagging indicator della congiuntura, cioè si muove in ritardo rispetto ai livelli di attività economica, nel bene e nel male. Non servono necessariamente modelli econometrici né la lettura dei tarocchi, sicché era verosimile e razionale che il ministro dell’Economia potesse trovare questa previsione più fondata di altre. La risposta c’è stata, in effetti, dal salotto buono dell’Aspen, ma è stata una risposta involontariamente (si spera) lugubre: “abbiamo fatto tutto il possibile”. Una frase a cui, di solito ne segue altra di questo tenore: “ma non c’è stato nulla da fare, mi dispiace”. Sotto l’abituale e fallace mantra tremontiano (noi questa crisi “l’avevamo vista arrivare”), non c’è molto altro.