Intervistato dal Foglio sugli improbabili parallelismi tra David Cameron e Matteo Renzi (ci vuol pazienza, il provincialismo di giornalismo e politica italiani non morirà mai), il neo commendatore della Repubblica Davide Serra fa mostra di avere le idee molto chiare, nel solco della propaganda che ammorba la vita pubblica di questo paese.

Intervista del Quotidiano Nazionale a Davide Serra, l’ultrarenzista basato a Londra e che nella vita fa il money manager. Al netto di tutte le altre sue considerazioni, in particolare sulla regolamentazione del diritto di sciopero (che può anche starci e non ci scandalizza, anche se presto Serra dovrà andare a fare lezione persino ai tedeschi), vi segnaliamo la sua personalissima lettura dell’impianto della legge di Stabilità.

All’incrocio tra il ricco filone di correlation doesn’t imply causation e la variante del virus di cui si parlava, oggi merita segnalare la mini-intervista a Repubblica di Davide Serra, il money manager del fondo Algebris che ormai da anni è grande tifoso di Matteo Renzi. Le sue parole segnalano che nel nostro paese è in atto un boom di capitali in ingresso. E segnalano pure che Renzi ha poteri, come dire?, transnazionali.

Oggi sul Sole c’è un’ampia intervista “programmatica” a Davide Serra, il CEO Di Algebris Investment che da tempo ha una relazione privilegiata con Matteo Renzi, e che è accreditato di esserne uno dei principali ispiratori in materia di politica economica. L’intervista non aggiunge nulla al pensiero conosciuto di Serra, se non rivelarne una propensione all’aneddotica che si infrange contro i numeri e la realtà.

Nei giorni scorsi Davide Serra, fondatore e partner del fondo Algebris, basato a Londra, ha rilasciato una intervista a Stefano Feltri. In essa vi sono spunti interessanti ed altri piuttosto bizzarri, per usare un understatement. L’intervista in sé non sarebbe neppure rilevante, se Serra non fosse accreditato di essere il più mediaticamente visibile e sovraesposto advisor di Matteo Renzi, in queste settimane impegnato in una estenuante (e del tutto irrilevante, per i poveri sudditi) guerra di trincea procedurale con i vertici del Partito democratico, in attesa del congresso fantasma. E’ quindi utile analizzare il pensiero di Serra in materia di politica economica, non perché Renzi sia destinato a replicarlo pedissequamente, quanto per farsi un’idea di massima.