L’Osservatorio dell’Università Cattolica sui Conti pubblici italiani, diretto da Carlo Cottarelli, torna a guardare da vicino una componente piuttosto arcana (per i non addetti ai lavori) del rapporto debito-Pil, il cosiddetto aggiustamento stock-flussi, e scopre che nell’ultimo Def tale aggiustamento appare significativamente ridimensionato rispetto alle previsioni contenute nell’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB) dello scorso dicembre. Perché?

Gli altri ci odiano, il deficit non esiste, la Bce è autoritaria, la globalizzazione ci fiacca. I mantra vittimisti portano allo schianto

di Mario Seminerio – Il Foglio

Come in uno stanco rituale, anche l’ultimo aggiornamento delle previsioni di crescita per l’Italia, elaborato questa volta dall’Ocse (ma il teatrino si ripete per qualsiasi ente di ricerca ed organizzazione internazionale si azzardi a prevedere la “sottoperformance” della nostra economia), è stato accolto a Roma e dintorni da fremiti di sdegno pavloviano ed accuse di condotta anti-italiana, frammiste a concetti del tipo “voi non capite, le cose non stanno in questi termini”. Ogni volta, pare che agli incauti previsori sfugga la “ricetta segreta”, quella che metterà pepe e benzina nella crescita italiana. Ogni volta, mestamente, i consuntivi ratificano che l’ingrediente magico non è affatto magico, e spesso si rivela addirittura tossico.

Col termine “mercati di frontiera” si indicano quelli che potremmo definire i “mercati emergenti dei mercati emergenti” o “pre-emergenti”, cioè quelli di paesi in via di sviluppo che tuttavia sono più piccoli, rischiosi ed illiquidi dei fratelli maggiori. Sono investimenti che tendono ad avere maggior potenziale di ritorno di lungo periodo e minore correlazione con gli altri mercati. Sono anche paesi che si (ri)scoprono incravattati dal debito pubblico.

Devo confessare che trovo sempre meno spunti e voglia per commentare quello che sta accadendo nel povero paese alla deriva nel Mediterraneo. I temi tornano con ciclicità ad alta frequenza, mostrando un’emivita sempre più corta, che pare confermare che l’instupidimento del discorso pubblico è ormai prossimo alla fase terminale. Del resto, lo scenario che abbiamo di fronte è molto ben delineato.

Ieri il Tesoro italiano ha emesso un nuovo Btp trentennale, con grande successo. La syndication, cioè il collocamento senza asta, ha attratto richieste per 41 miliardi di euro, e ne sono stati collocati otto. Ovviamente, la circostanza ha già suscitato commenti entusiastici dei soliti analfabeti e demagoghi, che vedono in questo collocamento una prova della forza del debito italiano.

La legge di bilancio per il 2020 partirà, come sappiamo, con 23 miliardi di clausole di salvaguardia, cioè di aumento Iva, destinati a diventare 29 nel 2021. Si tratta del principale frutto avvelenato del “negoziato” che i nostri sovrani scappati di casa hanno condotto con la Commissione Ue. “Che sarà mai, lo fanno tutti i governi, da anni”, è il ritornello di queste ore, che proviene non solo e non tanto dai soldatini-elettori gialloverdi, quelli devastati dalle dissonanze cognitive ed ormai prossimi alla coprofagia fideistica che li porta a vedere profiteroles ovunque, ma soprattutto da osservatori e commentatori “terzisti” (spoiler: i terzisti non esistono né mai sono esistiti).

Signori, è fatta: la Commissione Ue ci ha “promossi“. Questo per chi ci crede, ovviamente. Per tutti gli altri, ci sono i primi dettagli dei salti mortali fatti dal nostro esecutivo per tenere in vita le due misure-bandiera, che serviranno a nulla. In compenso, tra le coperture affiorano danni non lievi. Ma è tutto l’impianto della manovra che si rivelerà estremamente tossico-nocivo per questo povero paese. 

E dunque il governo italiano ha replicato alla Commissione Ue, mantenendo la propria posizione: la legge di bilancio più disfunzionale della recente storia italiana non si tocca; al più, saranno previste misure di “salvaguardia” che oscillano tra l’irrealizzabile e l’autolesionistico, dopo che il ministro dell’Economia ha deciso di prestare sino alla fine la sua immagine e la sua storia professionale a questa gigantesca operazione di voto di scambio di chiaro intento suicidario per il paese.