Al momento in cui scrivo, non è chiaro quando, se e come finirà il vertice europeo per decidere le sorti del fondo di ripresa e resilienza, per gli amici Recovery Fund, legato alla cornice di bilancio settennale della Ue. Nulla di nuovo, in circostanze del genere: riunioni fiume, recriminazioni, stampa italiana che vede nemici ovunque, nel solito riflesso pavloviano del nostro nazionalismo lacero. Ma sin d’ora qualche valutazione si può distillare.

Oggi il MEF ha annunciato il lancio del cosiddetto BTP Futura, “il primo titolo di stato interamente dedicato al retail”. Si tratta della effettiva concretizzazione di quanto ipotizzato (o minacciato) da una parte della politica settimane addietro, e di conseguenza rappresenta la risposta alla mobilitazione “patriottica” del risparmio italiano. In questo post cerco di spiegare ai non addetti ai lavori come è costruito il titolo.

Questa settimana parliamo della vittoria italiana ai Mondiali del fatto che il nostro paese sarà il primo “beneficiario” del pacchetto di sovvenzioni e prestiti erogati dal Recovery Fund. Ma, soprattutto, parliamo della reazione di politica e stampa italiane alla notizia. A caldo, dopo l’annuncio di Ursula von der Leyen, qualcosa di simile all’euforia. Poi, crescente perplessità e preoccupazione per il fatto che i soldi arriveranno solo tra qualche mese. Ma parliamo anche dell’ennesimo capitolo dell’impazzimento di un paese.

Che Recovery Fund sarà? Uno fatto di sole sovvenzioni, di soli prestiti o di un mix dei due? E con quali condizioni, che comunque ci saranno, con buona pace dei desiderata italiani, che come sempre sono in modalità (negoziale?) datece li sordi senza fiatà? Ma, a parte ciò, con Michele parliamo anche della cosa in cui ho creduto per molti anni, ma a cui ora non credo più.