La Consulta riafferma la rilevanza (verrebbe da dire la centralità, se non fosse ormai così terribilmente fuori moda) dell’articolo 32 della Costituzione. La legge 40 non realizzava esattamente una “ragionevole comparazione” tra l'”interesse della donna al buon esito della procedura di procreazione medicalmente assistita e la tutela dell’embrione“, come invece sosteneva la tesi dell’Avvocatura dello Stato, quanto una forte attenuazione della tutela, costituzionalmente garantita, della salute della donna medesima, e la differenza non è propriamente una sfumatura.

Anche ad una opinion maker come Oriana Fallaci è permesso, talvolta, indulgere a quel culto dell’iperbole e dell’invettiva che da sempre caratterizza la sua esistenza, letteraria e d’impegno civile. Non gliene vorremo certo per questa intervista. Anche il parallelo tra questo referendum e le “oscenità dell’eugenetica con cui Hitler sognava di creare una società costituita soltanto di bambini biondi con gli occhi azzurri” è verosimilmente parte di questo stile letterario. Almeno ce lo auguriamo, sperando che la Fallaci non abbia deciso di fare concorrenza a Bocca…