E dopo quello del ministro della Difesa, venne il tempo di Mrs. Pesc:

“Le condizioni di salute di Massimiliano (La Torre) non soltanto preoccupano molto, ma cambiano anche la situazione” ed il governo “sta riflettendo su come cambia anche il modo di reagire” nella vicenda dei due marò bloccati in India da oltre due anni e mezzo. Lo dice il ministro Federica Mogherini, aggiungendo che “la internazionalizzazione della gestione della vicenda è pronta” ma intanto si sta lavorando “anche per riaprire nuovi canali di dialogo con il nuovo governo indiano” (Ansa, 2 settembre 2014)

Non è chiaro in cosa le condizioni di salute di La Torre cambino la vicenda. Nel senso che la vicenda andava incardinata nella direzione che il governo e la Mogherini stessa avevano annunciato al momento dell’ingresso a Palazzo Chigi. Eppure, qualcosa continua a non quadrare, nella scansione temporale di questa assurda vicenda.

L’esperienza è la somma dei nostri errori passati, diceva Oscar Wilde. Deve certamente essere così, come dimostra il nostro ministro degli Esteri. Che, all’indomani del cosiddetto referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina era rimasta indietro di qualche capitolo nel Manuale del perfetto diplomatico:

«E’ di queste ore la discussione di un dispiegamento di una missione dell’Osce in Crimea, molto consistente, con diverse centinaia di osservatori». Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini alle Commissioni Esteri di Camera e Senato (Ansa, 18 marzo 2014)