Chiunque creda davvero che il prossimo 31 ottobre si giungerà alla definizione del nuovo assetto societario di Alitalia, se la faccia passare: il nostro prestigioso esecutivo, per mano e bocca del suo imprescindibile vicepremier e bisministro, Luigi Di Maio, sceglierà la via della proroga alla proroga. Ma nel frattempo è “divertente” assistere agli spasmi dialettici della nostra sovrana compagnia di giro.

Uno degli elementi costanti del pensiero magico che informa l’indefessa azione di questo prestigioso esecutivo è il principio del minimo risultato col massimo sforzo, in termini di inefficacia, inefficienza e costo per i contribuenti, meglio se quelli futuri. Un preclaro esempio di questo analfabetismo funzionale, che evidenzia la sproporzione grottesca tra obiettivi e strumenti, lo troviamo in relazione alla vicenda Alitalia.

Ieri l’amministratore delegato del Gruppo FS, Mauro Moretti, ha commentato i ricorrenti boatos che vorrebbero l’operatore ferroviario dominante assumersi l’onere del salvataggio di Alitalia: “Un’operazione molto, molto complicata ma non si può escludere nulla”. D’acchito, e da perfetti malpensanti, viene da inferire che nulla si possa escludere in funzione della moral suasion che il potere politico eserciterà su Moretti medesimo. Il quale, però, essendo da sempre solidamente inserito nel sistema di potere del paese, probabilmente non farà resistenza, anche considerando alcuni benefici collaterali che potrebbero derivargli, in termini di potere personale e della mai trascurabile possibilità che il suo nome entri nel pantheon dei “salvatori” del sistema-paese. Un sistema che ormai olezza di cadavere lontano un miglio.

Pare che dentro la manovra, quella stessa manovra che ha avviato il superamento (o lo scardinamento, a seconda delle opinioni) dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori promuovendo il decentramento aziendale e territoriale della contrattazione, vi sia anche un articolo che (udite, udite) impone l’applicazione del contratto collettivo di lavoro delle Ferrovie dello Stato a tutte le imprese di trasporto ferroviario di merci e di persone.