Quello che segue è un brano tratto dal libro “Fuori orario” di Claudio Gatti (edito da Chiarelettere), che ha un sottotitolo molto esplicativo: “Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS”. E’ relativo al programma di Alta Velocità, di cui sabato 5 dicembre vi è stata l’inaugurazione degli ultimi tratti, quelli che completano il tracciato a forma di L rovesciata che congiunge Torino a Salerno. In realtà, è un “completamento” all’italiana, ad esempio per il tuttora irrisolto problema dei nodi di accesso alle aree urbane, che danneggeranno pesantemente i treni locali (soprattutto quelli pendolari). Nel libro, Gatti (eccellente giornalista-reporter de ilSole24Ore, basato da un trentennio a New York ma che segue tignosamente il pantano italiano) spiega perché da noi l’AV è costata un multiplo rispetto ad altri paesi nostri vicini.

Come creare robusti incentivi alla crescita della produttività ed alla innovazione tecnologica durante questa difficile crisi? Presto detto: Poste e Ferrovie dello Stato non saranno sottoposte alla stretta, prevista dal decreto-manovra, per le spese di consulenza, per la pubblicità e per l’organizzazione di convegni e mostre. La stretta salta con un emendamento al decreto incentivi approvato questa notte.