La “sindrome del mariuolo” e un’oligarchia terminale

Sulla cosiddetta “Festa Democratica” di Pesaro è destinato ad aleggiare il fantasma di Filippo Penati, che non è l’ultimo degli scodellatori di tortellini o di affumicatori di braciole, ma è stato il capo della segreteria politica del segretario, Pierluigi Bersani. Tutti i fedeli del Pd che, in queste ore e questi giorni, argomentano sulla favoletta delle “mele marce” ricordino che, …

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Dei delitti e dei Penati

Non sappiamo come evolverà la vicenda giudiziaria che coinvolge in questi giorni Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano, già sindaco di Sesto San Giovanni (punto focale dei presunti illeciti), ex agente Unipol e già stretto collaboratore di Pierluigi Bersani. Anzi, rimuovete pure la vicenda giudiziaria da quanto state per leggere. Il nome di Penati a noi ricorda soprattutto …

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Rendite progressiste, un lustro dopo

Ricordate (domanda retorica: cinque anni sono un’era geologica in un paese che vive di spin mediatici compulsivi) il caso dell’acquisizione del controllo dell’autostrada Milano-Serravalle, ad opera della allora giunta provinciale milanese di centrosinistra guidata da Filippo Penati? Per chi vuole rinfrescarsi la memoria, qui c’è un riassunto. Per tutti gli altri, basti sapere che il buon Penati si indebitò per …

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Rendite progressiste, the sequel

Poco più di due anni addietro abbiamo dato conto dell’operazione finanziaria imbastita dal diessino Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, la leggendaria “Stalingrado d’Italia”. La Provincia, già azionista di controllo dell’autostrada Milano-Serravalle con il 36 per cento decise, all’epoca, di rilevare un altro 15 per cento, per raggiungere la maggioranza assoluta ed …

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Rendite progressiste

L’acquisto da parte della Provincia di Milano del 15 per cento della società Milano-Serravalle, che gestisce l’autostrada A7 e le tangenziali milanesi, non ha avuto sui media l’eco che meritava, forse perché trattasi di evento “locale”, oppure perché i nostri occhiuti watchdogs della libera stampa, quando si tratta di fare le pulci ai propri “referenti culturali”, vengono colti da improvvisa …

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