Sintesi estrema degli eventi degli ultimi giorni, per chi ha fretta:

  • La manovra è fatta in larghissima ed inaccettabile misura di aumenti di entrate. Se se ne è accorta persino la sciura Emma, deve essere davvero così;
  • La cosiddetta “riforma fiscale” è fatta esclusivamente di aumenti di imposta. Scordatevi la triade magica Irpef 20-30-40 per cento;
  • La “riforma fiscale”, analogamente alla prima formulazione della patrimoniale ordinaria sul risparmio (cioè l’imposta di bollo, ma le cose vanno chiamate col loro nome), è ferocemente regressiva;
  • Scordatevi il quoziente familiare. Soprattutto voi, cari cattolici. Ma non lamentatevi troppo: il governo ha già pagato la sacra cambiale con la legge sul testamento biologico, e non verranno lesinate risorse pubbliche per sondini e peg;

La manovra governativa poggia su 25 miliardi di euro di più o meno immediata reperibilità, tra massacri degli enti locali e patrimoniale sul risparmio. Il resto della manovra (circa 17-18 miliardi di euro) verrà invece dalla legge delega sulla riforma del fisco, e dal riordino delle ormai celebri 460 detrazioni e deduzioni fiscali ed assistenziali. In questo senso, Tremonti è stato chiaro: se non si arrivasse ad un accordo sulla riforma, scatteranno tagli lineari dell’ordine del 10-15 per cento a tali agevolazioni.

Scrive oggi Nicola Porro, nella valutazione della manovra governativa:

«È incre­dibile come in molti si dimenti­chino che lo stesso Tremonti fece nell’estate del 2008 una manovra da quasi 40 miliardi (da cui i famo­si tagli lineari) che proprio in que­sti anni sta dispiegando i suoi ef­fetti e grazie alla quale il nostro deficit è inferiore alla media euro­pea. Oggi si ripete il copione, si mettono in manutenzione i conti del prossimo anno e mezzo e si porta in pareggio il bilancio nel 2014. Come promessa a Bruxel­les. Nessuna bomba a orologeria»

Le cose non stanno esattamente in questi termini.

Il complotto si estende: da oggi anche Roberto Formigoni è finiano honoris causa. Abbiamo anche il contro-pentito last minute, Roberto Cota. Qualcuno deve avergli mandato via fax un disegnino in cui gli si spiega che aveva firmato un documento anti-governativo, e lui si è eclissato prima della conferenza stampa. Si noti soprattutto che la manovra è passata con un decreto legge, impedendo il passaggio in Conferenza Unificata che sarebbe avvenuto se si fosse fatto un disegno di legge.