Il Sole-24Ore ha scoperto una piccola norma inserita in Finanziaria che servirà a far pagare più tasse, in modo occulto, ai proprietari della casa in cui vivono. Dal prossimo primo gennaio, infatti, il precedente sistema di deduzioni dall’imponibile verrà sostituito da un sistema di detrazioni d’imposta, per carichi di famiglia e per redditi da lavoro o pensione.

Il sistema delle detrazioni d’imposta è costruito sul concetto di “reddito complessivo”, che differisce da quello di reddito imponibile in quanto nel primo viene inserito anche il reddito figurativo della prima casa, cioè la sua rendita catastale. Le detrazioni sono costruite secondo un meccanismo che prevede la loro riduzione al crescere del reddito complessivo fino alla soglia di 55.000 euro, oltre la quale si ha il loro azzeramento.

Archiviata la Finanziaria 2007, è tempo di bilanci. Un articolo, a firma di Marco Pagano e Tullio Jappelli, pubblicato su lavoce.info, illustra efficacemente un effetto di lungo periodo prodotto dalla legge di bilancio appena approvata. Si tratta del controverso provvedimento di trasferimento del trattamento di fine rapporto dalle imprese con oltre 50 dipendenti ad apposito fondo Inps, in caso i lavoratori di tali imprese decidessero di non aderire ad alcuna forma di previdenza complementare. Abbiamo già scritto più volte in merito a questa cervellotica iniziativa, vero trucco contabile per garantire un effimero equilibrio di cassa (ma non certo reddituale) all’Inps. Oggi, l’articolo di Pagano e Jappelli evidenzia un altro, meno immediatamente evidente, effetto negativo di lungo periodo: il trasferimento del tfr inoptato all’Inps è destinato a produrre la riduzione dell’offerta di risparmio privato nell’economia, e quindi a rallentare il processo di formazione del capitale, che è tra le determinanti della crescita di lungo periodo.

Dopo il voto di fiducia al Senato sulla legge Finanziaria che deve far ripartire l’Italia, avvenuto su un maxiemendamento di 1346 commi, che siamo certi i parlamentari avranno diligentemente studiato punto per punto (come dimostrato anche dallo psicodramma dipietrino sulla prescrizione per i reati contabili), Gian Luca Clementi analizza su noiseFromAmerika alcuni dei commi del maxiemendamento, e scopre che in effetti la Finanziaria di quest’anno ha rappresentato un autentico punto di svolta per la gestione della finanza pubblica, dopo anni di dissipatezze e dissennatezze berlusconiane.

“In Italia l’aggiustamento è interamente legato a nuove tasse, con nessun serio tentativo* di tagliare la spesa”. E’ quanto si legge nell’Economic Outlook dell’Ocse in merito alle modalità con cui l’Italia punta a riaggiustare i conti pubblici nel 2007.
Secondo l’ Organizzazione, la Finanziaria per il prossimo anno è troppo imperniata intorno all’aumento dell’imposizione fiscale, “che avrà un effetto depressivo sulla crescita dei consumi”.

Il concetto di ecotassa sui prodotti importati è ricomparso alla conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico di Nairobi, conclusasi venerdi 17. La ministra francese dell’Ambiente, Nelly Olin, ha annunciato che la Francia applicherà, dal 2012 (sic), una ecotassa sui prodotti industriali importati da paesi che non hanno sottoscritto il Trattato di Kyoto. In astratto, l’ecotassa è un meccanismo interessante per prezzare ed internalizzare i costi ambientali di un prodotto, ma è anche contestata perché vista come una barriera commerciale camuffata. E’ altamente probabile che gli Stati Uniti porterebbero la disputa davanti alla WTO, denunciando la Francia per condotta protezionistica. Resta da chiedersi perché attendere il 2012 per avviare una simile “meritoria” azione di tutela ambientale. Sorge il legittimo sospetto che si tratti dell’ennesima rodomontata francese in chiave antiamericana. Nulla di nuovo sotto il sole parigino. Nel frattempo, poiché le ecotasse sembrano essere divenute l’ultimo gadget di governi e agit-prop il redivivo Al Gore, produttore di un film-documentario sull'”imminente” catastrofe ambientale del pianeta Terra, suggerisce di introdurre una carbon-tax il cui gettito servirebbe a ridurre i contributi sociali sulla busta-paga (il famigerato cuneo fiscale), mantenendo invariata la pressione fiscale complessiva.

Il ticket sul pronto soccorso non aumenta, ma “in realtà diminuisce del 35% mentre crescono le esenzioni”: il ministero della Salute precisa così in una nota il contenuto dell’emendamento presentato in Finanziaria sul ticket sulle prestazioni di pronto soccorso.
Prima dell’emendamento presentato ieri alla Camera le quote a carico dei non esenti erano così composte: 23 euro per le prestazioni non urgenti (il cosiddetto codice bianco) e 41 euro per le altre tipologie di prestazioni non urgenti (il codice verde, con esclusione dei traumi e degli avvelenamenti).

Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti e il finanziere Emilio Gnutti sono stati condannati a 6 mesi di reclusione dal giudice di Milano Elisabetta Mayer con l’accusa di insider trading su titoli Unipol. Il giudice monocratico ha inoltre stabilito in 92.500 euro i danni patrimoniali e non patrimoniali che andranno risarciti dai tre condannati, in solido tra loro, alla Consob, parte civile nel processo, oltre alle spese processuali. Gli ex vertici di Unipol e il finanziere Emilio Gnutti sono stati inoltre interdetti dai pubblici uffici (pena sospesa) per un anno. Il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza di oggi è stato fissato in 90 giorni.

Il pm Eugenio Fusco aveva chiesto per gli ex vertici di Unipol e per Gnutti esattamente sei mesi di reclusione e 300.000 euro di multa (il giudice li ha condannati a 100.000 euro).

I tre, secondo la procura, sapendo in anticipo (ovviamente, visto che la decisione del buyback originava dal vertice di Unipol, cioè dagli stessi Consorte e Sacchetti) che la compagnia assicuratrice avrebbe rimborsato anticipatamente due prestiti obbligazionari nel 2002 comprarono o fecero comprare a terzi titoli di quei bond per circa 100 milioni di euro. Ma come sono andate le cose?