La ripresa dell’inflazione (fenomeno globale, ricordarlo non guasta) ha prevedibilmente scatenato l’abituale gragnuola di dichiarazioni di politici e sindacalisti alle agenzie di stampa. Sorvoliamo sulle proposte più fruste, quelle che ad esempio prevedono controlli sui prezzi di alimentari, carburanti e beni di prima necessità, oltre alle tariffe amministrate. Si tratta di proposte caratteristiche del connubio tra populismo e analfabetismo economico, e come tali possono essere ignorate, non prima di segnalare per l’ennesima volta che i controlli dei prezzi producono penurie e contrabbando, oltre a deficit da ripianare a carico dei contribuenti in caso di prezzi e tariffe per servizi erogati da strutture pubbliche; ed immancabili, violenti assestamenti al momento della loro eliminazione o allentamento. Prima o poi lo capiranno anche i nostri comunisti, di sinistra e di destra.