Per iniziativa del presidente della giunta regionale, il Lazio si propone tra gli investitori della Compagnia Aerea Italiana, con una quota di dieci milioni di euro. Secondo Piero Marrazzo, la proposta sarebbe addirittura condizionata all’esistenza di “una compagnia competitiva che difenda lo sviluppo del territorio, la newco istituita nell’ambito del piano per il salvataggio di Alitalia”. Non è chiaro cosa Marrazzo intenda quando utilizza l’aggettivo “competitiva”, soprattutto riferendosi ad un’azienda a favore della quale è stato preventivamente disattivato l’antitrust. Riuscire a non essere “competitivi” quando si corre da soli probabilmente riuscirebbe solo in Italia, terra di eroi, santi, navigatori e parassiti.

Le elezioni politiche si avvicinano inesorabilmente. C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi d’antico. Congressi di partito in cui si spara a zero sul premier della propria coalizione, con reiterate richieste di primarie (che riteniamo siano la giusta rivendicazione di pari opportunità di carriera per le donne medico…), si infliggono bacchettate ai propri “alleati”, ricordando che i democristiani, quando volevano sbranare o accoltellare qualcuno, sempre rigorosamente alle spalle, lo definivano preventivamente “amico” e, per dimostrare il proprio francescano amore per gli animali, si dotavano di un gallo con la spiccata propensione a cantare tre volte. Rivendicazione orgogliosa dell’eredità democristiana: uno Sturzo di qui, un De Gasperi di là, un Aldo Moro che veglia su di noi. Alcune robuste posizioni di lotta e di governo, come la valutazione di un bilancio politico “magro” per l’attuale maggioranza uscente ed uscita (di senno), un’ammissione di scarsa produttività dei lavori parlamentari, forse anche per effetto della pervicace inclinazione a far mancare reiteratamente il numero legale durante le votazioni.