Prima la notizia del meeting segreto tra alcune banche d’affari e i notabili Democratici centristi e pro-business, che solo agli occhi dei malevoli ha prodotto il decisivo intervento dei New Democrats nell’annacquamento della riforma della regolazione finanziaria. Oggi quella secondo la quale a dicembre 2008, l’allora capo della Fed di New York, ed oggi Segretario al Tesoro, Timothy Geithner, avrebbe ordinato ad AIG di non rendere noti, nelle comunicazioni societarie, i nomi delle controparti a cui l’assicurazione americana, divenuta buco nero governativo, avrebbe effettuato i pagamenti in adempimento dei contratti di credit default swap.

L’Amministrazione Obama sta strutturando le nuove iniziative di bailout in modo da aggirare i vincoli imposti dal Congresso, come quello sui limiti alle retribuzioni dei dirigenti apicali. Ciò avviene creando speciali veicoli d’investimento, che sono i destinatari formali dei fondi federali ed agiscono da intermediari, erogando in un secondo momento i fondi agli effettivi beneficiari del salvataggio. Questa triangolazione viene utilizzata anche (nel caso del TALF) per aggirare i vincoli statutari della Fed, a cui non è consentito di entrare direttamente nel sostegno ai mercati delle carte di credito, dei prestiti auto ed agli studenti. Di fatto, le azioni dell’amministrazione sono mirate a disattivare le richieste congressuali, segnatamente quelle relative ai limiti di retribuzione dei massimi dirigenti ed all’acquisizione di azioni ordinarie nelle istituzioni che ricevono fondi pubblici, per consentire ai contribuenti di partecipare al successivo recupero di redditività.