L’ufficio del presidente ucraino Viktor Yushenko ha accusato il primo ministro Yulia Timoshenko, già turbolenta alleata del presidente nella “rivoluzione arancione”, di aver tradito l’interesse nazionale venendo meno al supporto alla Georgia nel conflitto con la Russia. L’entourage di Yushenko accusa infatti Timoshenko di essere rimasta silente durante i fatti degli ultimi giorni, nel tentativo di assicurarsi il supporto di Mosca in vista delle elezioni presidenziali del 2010. “Le azioni dell’attuale primo ministro mostrano segni di alto tradimento e corruzione politica”, ha dichiarato Andriy Kyslynski, il vice capo dello staff di Yuschenko. “I russi stanno seriamente considerando di sostenere il primo ministro Yulia Timoschenko nella campagna presidenziale in caso di assunzione di una posizione passiva di quest’ultima nel conflitto con la Georgia”, Kyslynski ha aggiunto, secondo quanto appare sul sito presidenziale.

L’operazione militare lanciata dalla Russia nei confronti della Georgia si trova, nel momento in cui scriviamo, in una fase evolutiva che impedisce di trarre conclusioni sull’assetto “definitivo” dell’area. Un’asserita (dai russi) provocazione georgiana nella repubblica separatista dell’Ossezia del Sud, un intervento russo talmente massivo e concentrato in spazio e tempo da essere definito la versione caucasica dell’operazione Shock and Awe. Come finirà? La Georgia dovrà riporre le proprie aspirazioni occidentali nel cassetto della storia? Forse sì. E la Russia, è realmente quell’Impero del Male di cui favoleggiano i soliti neocon?