“Mi auguro che vincano posizioni che spingano alla modernizzazione del Paese”. Lo ha detto il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando alla festa dell’Api a Roma – (Ansa, 9 giugno 2011)

Secondo Casini in questi referendum si è fatta una “sbornia demagogica” che desta qualche elemento di preoccupazione: “Attenzione – dice Casini – con la demagogia il Paese non si governa”. Secondo Casini, infatti, è demagogia e mistificazione dire che l’acqua deve rimanere pubblica: “Vogliamo tornare alle municipalizzate o vogliamo tariffe più basse perché i servizi vengono messi in concorrenza? Non si tratta di favorire gli speculatori. Vogliamo fare una campagna elettorale sul merito dei quesiti. Ecco perché – ha concluso – noi diciamo no al referendum sull’acqua e sì agli altri” – (Ansa, 9 giugno 2011)

Ormai è diventata una liturgia, neppure inedita: ogni sera i telegiornali (almeno quelli che hanno mantenuto un esile legame con la realtà) aprono le edizioni principali con le “grandi manovre” dei nostri eletti. In questa attività svetta, sempre uguale a se stesso, Enrico Mentana col suo tg la7. “Sotto il cielo della politica”, il suo consunto incipit d’ordinanza, si susseguono dichiarazioni, ammiccamenti, minacce, blandizie. Terzo polo che diventa primo polo, Berlusconi che “medita”, Gianni Letta che “scherza”, a conferma del fatto che nella terza età si torna bambini.

Interessante ed assai condivisibile analisi dell’attuale quadro politico italiano, realizzata da Oscar Giannino. Dall’ennesima frase celebre di Bossi (“Fini e i suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud”), emerge non solo e non tanto un tema che di fatto ci portiamo dietro dall’Unità d’Italia, quanto la vulnerabilità assoluta di questa coalizione di governo, non inedita né imputabile all’azione isolata del primo Fini che passa per strada. Malgrado quello che alcuni illustri editorialisti non riescono a farsi entrare in testa, questa coalizione di governo resta uguale a se stessa da sempre, a parte marginali variazioni grafiche e coreografiche.