Interessante ed assai condivisibile analisi dell’attuale quadro politico italiano, realizzata da Oscar Giannino. Dall’ennesima frase celebre di Bossi (“Fini e i suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud”), emerge non solo e non tanto un tema che di fatto ci portiamo dietro dall’Unità d’Italia, quanto la vulnerabilità assoluta di questa coalizione di governo, non inedita né imputabile all’azione isolata del primo Fini che passa per strada. Malgrado quello che alcuni illustri editorialisti non riescono a farsi entrare in testa, questa coalizione di governo resta uguale a se stessa da sempre, a parte marginali variazioni grafiche e coreografiche.

E’ una estate maieutica, questa estate italiana. Nel mondo della politica tutti fanno domande a tutti. E’ stato un vero e proprio gamechanger, come direbbero gli americani. E’ bastato che qualcuno decidesse di uscire dal “cerchio magico” per diventare per ciò stesso ricattabile.

Non sappiamo se c’è arrosto, oltre alla spessa coltre di fumo, nella vicenda dell’appartamento a Montecarlo venduto dalla Fondazione di Alleanza Nazionale ad una società offshore e successivamente finito nella disponibilità del fratello della compagna del presidente della Camera. Forse lo scopriremo, magari per effetto dell’attività della magistratura, o forse no. Quello che colpisce è che questa vicenda sia esplosa solo ora, ad alcuni anni di distanza dagli accadimenti, in contemporanea agli eventi traumatici che hanno determinato l’uscita di Gianfranco Fini dal Pdl.

Si è svolto oggi il convegno, organizzato dalla Fondazione FareFuturo, “Oltre il pil. I nuovi indicatori del benessere e la sostenibilità allo sviluppo“. Nel corso del convegno il presidente della Camera, Gianfranco Fini, avrebbe rimarcato che «un orientamento in senso puramente quantitativo dello sviluppo non indica l’effettivo tenore di vita delle persone», anche se il Pil resta un parametro «indispensabile nella politica di bilancio e per tenere sotto controllo i conti» (affermazione piuttosto incomprensibile, ma passiamo oltre). Queste appaiono essere le suggestioni sarkoziane della Commissione Fitoussi, e lo stesso Fini non ne fa mistero. Sono suggestioni potenzialmente pericolose in questo momento storico, per l’euro e per noi italiani.