Giulia Bongiorno, Berlusconi l’ha chiamata in causa di persona, in quanto presidente della Commissione Giustizia della Camera. Lei finora ha sempre taciuto.
«A dire il vero, succede da mesi. Ogni volta che vado a Palazzo Grazioli a parlare di giustizia, il giorno dopo leggo sui giornali che Berlusconi avrebbe detto: “Levatemela di torno”. Frasi come frecce dalla foresta. Ora leggo che la seconda delle condizioni che Berlusconi aveva posto a Fini, dopo il “basta con il controcanto”, era appunto il “basta con i giudizi critici della Bongiorno”. L’avvocato Coppi è rimasto senza fiato: “Davvero ti hanno chiesto di non dare più giudizi critici?”.

E lei cos’ha risposto?
«Io non so se essere più sorpresa o amareggiata. Contraddicevo Andreotti, che pure mi considera una specie di figlia. Basta un’obiezione tecnica a Berlusconi per sentirsi dire “levatemela dai piedi”».

Obiezione tecnica? L’aggettivo andrebbe anche bene ma il problema, in questa maggioranza, è il sostantivo. Inaccettabile, impraticabile, impensabile, sotto pena di scorticatura, mediatica e non solo.

Piercamillo Falasca precisa il rapporto tra Libertiamo e Gianfranco Fini. Un articolo estremamente opportuno ed altrettanto chiaro, per rispondere alle perplessità (alcune delle quali sono fatte proprie anche dal vostro titolare) ed alle critiche che da più parti vengono mosse al progetto-Libertiamo. Critiche quasi sempre argomentate, con qualche isolato e blogosferico raglio d’asino, ma statisticamente si tratta di quantités négligéables.

Mentre la data delle elezioni regionali si avvicina, e con essa l’abituale teatrino di scelte di campo, giudizi divini e vuoto pneumatico di programmi, può essere utile pensare alle difficoltà che l’uomo più potente del mondo affronta da oltre un anno, nel tentativo di far passare la propria riforma sanitaria.

Scene di ordinaria legge finanziaria. Il governo pone la fiducia, il presidente della Camera critica la decisione, ritenendo che in questo modo l’aula venga mortificata, e che i tempi avrebbero consentito di discutere e votare gli emendamenti, anche perché “non vi era stato da parte dell’opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico”. Sono antichi riti, che si rinnovano ogni anno di ogni legislatura, con pressoché ogni presidente della Camera o del Senato. Questa volta è diverso, pare.

Assai opportune considerazioni di Sofia Ventura, su Libertiamo e in una intervista all’Espresso. Di quest’ultima (tutta da leggere, a nostro giudizio) c’è un passaggio che sottoscriviamo integralmente:

«A sinistra fanno questo giochino con tutto il giro finiano, ma dovrebbero capire che quelli come Fini non sono di sinistra. Ci invitano nei salotti, un giorno ci stuferemo e cominceremo a dire cose di destra e ci sbatteranno di nuovo fuori. Infatti per me stiamo esagerando, l’ho detto agli amici di Farefuturo, attenti, non scivoliamo troppo a sinistra. Compreso il leader maximo»