Mauro Mazza, direttore di Raiuno, sarebbe preoccupato perché c’è “qualche programma che non funziona come potrebbe”, in termini di ascolti, pare abbia sospirato durante una audizione al cda Rai. Pur all’interno di una tendenza alla flessione di ascolti da parte delle tv generaliste, vi sono trasmissioni che fanno peggio di altre, come ad esempio Radio Londra di Giuliano Ferrara.

Non più tardi di un anno e mezzo fa il Fondo Monetario Internazionale suggeriva l’impellente necessità di procedere ad un consolidamento dei conti pubblici nazionali per sostenere e rafforzare la crescita. Come è finita lo abbiamo visto: la stretta fiscale è arrivata un po’ ovunque, ed ora i giornali sono pieni di titoli sui rischi di ricaduta in recessione. Anche per questo, oggi, il FMI cambia registro, e scopre (ohibò!) che non esiste una cosa chiamata “contrazione fiscale espansiva”.

Con un editoriale pubblicato sul Foglio di ieri e anticipato on line domenica pomeriggio, Giuliano Ferrara si chiedeva se “è possibile” dare “un giudizio equanime sul berlusconismo” già oggi, senza cioè dovere vivere “vent’anni di penose menzogne incrociate, come avvenne dopo il 1945”. Un giudizio sul berlusconismo oggi in crisi, è e sarà necessario: non lo si potrà mettere sotto il tappeto insieme alla polvere depositatasi sulla politica italiana dal 1994 a oggi. Per questo serve portarsi “avanti con il lavoro, invece di aspettare poi vent’anni il momento in cui la cultura italiana sia finalmente autorizzata a dire su questi anni cruciali verità, magari ipotetiche e destinate per molti a restare controverse, che però sfondino un regime di censura ideologica”. Qui le risposte di alcuni blogger, tra i quali il vostro titolare, che trovate per esteso qui di seguito.

Uno dei più collaudati metodi di lavoro degli editorialisti italiani si basa su un processo di reverse engineering, dove si parte dalla tesi e si procede a ritroso, per forzarne la dimostrazione. Il problema sorge quando, probabilmente a causa dell’anagrafe, si finisce col perdere completamente di vista non solo la coerenza delle conclusioni, ma proprio la verosimiglianza degli assunti. Paradigmatico è questo Bestiario di Giampaolo Pansa per Libero, dove il giornalista-scrittore di Casale Monferrato parte da una tradizionale lamentazione destrorsa, il peso preponderante della sinistra nelle trasmissioni di approfondimento del servizio pubblico. Pansa si dichiara soddisfatto dell’ingaggio da parte di Raiuno di Giuliano Ferrara, viste le sopracitate esigenze di ribilanciamento ideologico dell'”approfondimento” informativo (Bruno Vespa, anyone?).