Come segnala Bloomberg, quest’anno la crisi dell’Eurozona ha inflitto danni rilevanti almeno ad un hedge fund di grande nome, quello gestito da John Paulson, e questo a causa di scommesse sul disfacimento dell’area della moneta unica che sono andate male, grazie sopratutto all’azione della Bce di Mario Draghi. Una storia che ha anche una “morale”, se così si può chiamare.

*Post un filino tecnico

Il Tesoro statunitense ha finalmente annunciato la data di lancio del TALF, il Term Asset Backed Securities Loan Facility, che eroga un prestito agevolato agli investitori che acquisteranno cartolarizzazioni di rating massimo emesse su prestiti auto, carte di credito, student loans ed altre tipologie di finanziamenti. Il TALF nasce dall’esigenza di sbloccare i crediti che, prima dello scoppio della crisi, venivano cartolarizzati e rivenduti sui mercati finanziari. Uno dei principali motivi del buco nell’erogazione di credito, negli Stati Uniti, deriva proprio dall’inaridimento del canale delle asset backed securities.

Continua inesorabile, come avevamo previsto, il processo di deleveraging del pianeta. La direzione del mercato è ormai acquisita, indipendentemente dal flusso di notizie giornaliere. Gli hedge funds sono entrati in una spirale mortale: cercando di fronteggiare i riscatti, scaricano posizioni che stanno andando loro contro, e così facendo amplificano le perdite ed il panico. I temi d’investimento da smontare sono quelli classici da qualche anno a questa parte: lunghi di azioni, corti di dollari, lunghi di mercati emergenti e lunghi di oro. Una sciagura, in estrema sintesi.