bersani-pierluigi.jpgE’ piuttosto nervoso, di questi tempi, il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. Possiamo comprenderlo: da settimane morde il freno per presentare il secondo episodio del serial sulle liberalizzazioni, ma prima la sinistra radicale poi i timori rutelliani lo hanno relegato a bordo campo, impegnato in un perenne e defatigante riscaldamento. E così il ministro diessino si è ormai ridotto all’assunzione regolare del metadone Ballarò, dove si presenta come “l’uomo che ha spacchettato l’Enel”, senza benefici tangibili per i consumatori e minandone la capacità competitiva internazionale, aggiungiamo noi. La settimana scorsa Bersani ha presentato nel salottino progressista di Giovanni Floris il suo rivoluzionario piano (peraltro, un plagio di una bizzarra petizione con abituale raccolta di firme) per abolire il costo della ricarica delle schede prepagate per cellulari, riscuotendo il caloroso applauso della claque in studio.