Interessante (dal punto di vista sociologico) sfogo di Galatea, indignata perché i lettori di OKNOtizie sarebbbero, in schiacciante maggioranza, inclini a ululare senza se e senza ma contro i dipendenti pubblici, considerati per definizione dei parassiti della collettività. Da tempo ci chiediamo il motivo del successo di un governo che ha finora fatto assai poco per rilanciare la crescita, ma molto sul piano dei messaggi ideologici e simbolici.  Stimolare il biasimo e la recriminazione collettiva verso alcune tipologie di untori (siano essi immigrati più o meno regolari,  pubblici dipendenti, microcriminalità o altre tipologie di “nemici”), appare una tecnica non originalissima ma ancora utilmente impiegabile per dirottare l’attenzione dai problemi veri.

Il dato ufficiale della disoccupazione statunitense, pari al 7,6 per cento in gennaio, si raffronta ad un valore del 4,9 per cento lo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta del maggior incremento annuale della disoccupazione dal 1975. Per quanti pensano che in fondo si tratti di un numero ancora nel complesso modesto, anche in prospettiva storica, può essere utile considerare la più ampia misura di disoccupazione, la cosiddetta U-6, che a gennaio ha toccato il 13,9 per cento, da 13,5 per cento di dicembre. Questo dato, che considera le persone che hanno smesso di cercare lavoro o che non riescono a trovare un impiego a tempo pieno, è il peggiore dall’inizio delle rilevazioni di questa serie, nel 1994.

Da ieri è in vigore la procedura obbligatoria per la presentazione delle dimissioni volontarie dal servizio (Decreto Interministeriale 21 gennaio 2008, attuativo della Legge 17 ottobre 2007, n. 188). Le suddette disposizioni prevedono quanto segue:

– il lavoratore che intende presentare le dimissioni volontarie deve recarsi presso un soggetto delegato (Comuni, Centri per l’Impiego, Direzioni Provinciali del Lavoro, Direzioni Regionali del Lavoro),
– il soggetto delegato si collega al Sistema Informativo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed inserisce i dati relativi alle dimissioni,
– il Sistema Informativo rilascia il documento delle dimissioni volontarie con un codice univoco ed una data certa, dalla quale decorrono i 15 giorni di validità del documento stesso,
– il soggetto delegato consegna al lavoratore il documento emesso dal sistema opportunamente vidimato,
– il lavoratore consegna il documento di dimissioni al datore di lavoro.

Le dimissioni rassegnate con modalità diverse sono da considerare nulle.
La procedura suddetta non modifica il preavviso con il quale il dipendente deve presentare le dimissioni al datore di lavoro, secondo le vigenti previsioni contrattuali.
La procedura in argomento non riguarda il caso di recesso del dipendente durante il periodo di prova.