Il gigantesco crack causato dallo schema di Ponzi di Bernard Madoff ha coinvolto vaste ed eterogenee tipologie di investitori: dalle charities ai miliardari, passando per società di gestione di fondi di hedge funds, e portafogli di proprietà di banche ai quattro angoli del pianeta, a conferma di rigorosissime procedure di due diligence nella scelta degli investimenti e nella investigazione del processo decisionale di coloro ai quali stiamo per affidare il nostro denaro. In questo articolo si narra di un movimentato party a Palm Beach, al quale ha ritenuto di partecipare un noto filantropo locale, che suggeriva ai propri amici e conoscenti di investire da Madoff. Omettendo di precisare che il consiglio gli fruttava dei referral, cioè delle ricche retrocessioni di commissioni pagate dai risparmiatori-investitori che volevano fruire delle esclusive abilità di Madoff nel produrre ritorni sull’investimento costanti, nell’ordine del 15 per cento annuo, e pressoché privi di volatilità.

Nella giornata di ieri l’FBI ha posto fine alla “onorata” carriera di un vecchio squalo di Wall Street, Bernard Madoff, il quale (per esplicita ammissione dell’interessato) da tempo immemore gestiva una società di consulenza e gestione di hedge funds basandosi (tu guarda!) su uno schema di Ponzi. In pratica, Madoff generava ritorni sull’investimento positivi e costanti usando i fondi dei nuovi sottoscrittori. Il multilevel, vecchio quanto il mondo, è un fiume carsico nella storia dei mercati finanziari; fino a ieri pensavamo fosse tuttavia caratteristica distintiva di sistemi fortemente arretrati. Invece, oggi lo ritroviamo nel paese (apparentemente) dotato della cultura finanziaria più sofisticata al mondo, sia a livello istituzionale che retail.