Bravo Marchionne, ma ora viene il difficile

Oggi i giornali italiani tracimano di editoriali e commenti, per lo più compiaciuti quando non propriamente estatici, sull’operazione di minority buyout (ché di quello si tratta) di Fiat su Chrysler. Operazione attesa da tempo, come naturale sbocco di una acquisizione nata sulle ceneri di una crisi epocale e di un fallimento non meno epocale, con intervento salvifico dei soldi pubblici …

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Si chiama guerra

I costruttori automobilistici tedeschi si oppongono risolutamente a creare un fronte comune per chiedere all’Unione europea un aiuto contro l’eccesso di capacità produttiva del settore. “I nostri colleghi tedeschi non ci sentono”, ha detto Sergio Marchionne, nella sua veste di presidente della associazione dei costruttori automobilistici europei, ACEA.

Il ritorno di antichi valori

Come ci informa Ansa, Fiat e Fiat Industrial puntano a tenersi stretto Sergio Marchionne, amministratore delegato della prima e presidente della seconda, con un piano di assegnazione di azioni gratuite nel prossimo triennio che – ai valori attuali dei due titoli – vale circa 50 milioni di euro.

Mission accomplished

I bei tempi andati: L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, ribadisce che se la Fiat 500 venderà 50.000-80.000 unità l’anno negli Stati Uniti sarà un “grande successo”. Lo afferma Marchionne a Forbes, sottolineando che la Fiat 500 “è stata disegnata per competere con la Mini Cooper perché, e lo dico con molta umiltà, è una vettura piccola bella. E questo è quello che la …

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Il gioco dei tre bonus

Confermando quella che appare una tendenza ormai acquisita delle grandi imprese italiane, la Fiat non paga a Sergio Marchionne il bonus legato al conseguimento dei risultati (che nel triennio 2008-2010 non sono stati centrati), ma compensa con l’ennesimo retention bonus, ufficialmente legato all’implementazione delle operazioni di ristrutturazione e sviluppo del gruppo.

Marchionne e la flessibilità. Di interpretare i risultati aziendali

Su Linkiesta, l’analista finanziario indipendente Andrew Sentance segnala che Fiat avrebbe pesantemente “bucato” il piano industriale 2006-2010 soprattutto a causa dei marchi Alfa e Lancia: «Alfa e Lancia, semplicemente, non stanno vendendo tante auto quante erano state preventivate e annunciate. Nel piano industriale 2006-2010, era previsto che nel 2010 l’Alfa e la Lancia avrebbero venduto entrambe 300.000 auto l’anno. Se …

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