Sul Financial Times, (e anche sul Sole, tradotto) Martin Wolf si occupa del “caso Spagna”, la presunta ribellione del premier Mariano Rajoy contro la tabella di marcia del cosiddetto risanamento fiscale. Come noto, Rajoy ha annunciato (per ora alla stampa, non ancora ufficialmente alla Ue) che Madrid perseguirà nel 2012 un saldo deficit-Pil del 5,8 per cento anziché del 4,4 per cento concordato, pur mantenendo fermo  l’impegno del 3 per cento a fine 2013. Qui c’è molto da commentare, anche se la mossa spagnola non è esattamente una sorpresa.

In un editoriale sul Financial Times, Martin Wolf illustra le difficoltà a far sopravvivere l’Eurozona, nell’attuale quadro di prescrizioni sghembe e incapacità a leggere la realtà dei mercati. E lo fa citando due paper, uno di Jean Pisani-Ferry ed uno di cui è co-autore Paul De Grauwe, che indicano i problemi reali e non quelli frutto dell’ideologia austera che sta distruggendo l’Eurozona.

Altra disastrosa asta di titoli di stato in Eurolandia, questa volta in Spagna. All’indomani della messa in outlook negativo da parte di Moody’s, Madrid ha piazzato due emissioni, a 10 e 15 anni, per le quali aveva preventivamente ridotto l’importo di emissione, nel tentativo (fallito) di contenere l’impatto di mercato sui rendimenti.