Nuovo fulminante post di Massimo Gramellini, che temiamo possa presto essere esiliato per la sua ormai incontenibile improntitudine verso l’uomo che ha bevuto l’amaro calice e ci ama tutti dal profondo, e che oggi urla il suo “basta” contro gli intralci che “dipendenti pubblici”, quali sarebbero i magistrati, frappongono alla geometrica potenza dell’amore governativo.

Su la Stampa, sapido commento di Massimo Gramellini sulle esternazioni mediorientali del nostro premier. Che alla Knesset si è esibito in un discorso di alto profilo, usando parole dure nei confronti della seconda Intifada palestinese, definita “terroristica” e subito dopo, al cospetto di Mahmoud Abbas (che la stampa italiana, per insondabili motivi, continua a chiamare col nome di battaglia di Abu Mazen), abbozzando un parallelo tra i 500 morti palestinesi dell’operazione israeliana “Piombo fuso” e le vittime della Shoah.