L’europarlamentare e statista sannita Clemente Mastella (nato Udeur e recente acquisto del cosiddetto Popolo delle libertà), per dimostrare la sua esistenza in vita politica, ha presentato questa mattina un’interrogazione scritta alla Commissione europea sulla necessità di armonizzare le aliquote fiscali in Europa. Mastella riconosce (bontà sua) che “la politica fiscale è competenza esclusiva dei singoli Stati membri e rimane, quindi, legata a specifiche esigenze economiche e sociali esistenti a livello nazionale”.

Caso Lonardo: il trionfo della giustizia inerte

di Alessio Di Carlo da GiustiziaGiusta.info

In un’intervista comparsa stamani su Il Mattino, l’ex Ministro Mastella – visibilmente e comprensibilmente soddisfatto per la libertà ritrovata dalla signora Lonardo – si spertica in elogi verso la “giustizia ritrovata” ed in attestati di stima verso la magistratura di cui – afferma Mastella – “Ho sempre detto che bisogna aver rispetto e non paura”.
Giureremmo d’aver sentito il contrario.
Avremmo scommesso d’aver udito il senatore Mastella vibrare dinanzi all’aula di Montecitorio confessando di aver paura della Magistratura.

Ma tant’è, sono dettagli.

Chi ha detto che la magistratura italiana è poco produttiva? Certo, a favore di questa tesi militano i dati su procedimenti pendenti e loro durata media. Dati che l’ex guardasigilli Mastella avrebbe letto ieri, se non fosse intervenuto il contrattempo giudiziario che ha coinvolto lui, la consorte-presidente e pressoché tutta l’Udeur campana. Se avete tempo e voglia, qui troverete il testo di quella relazione: è lunga ma molto istruttiva. Si nota una stazionarietà delle pendenze o un loro lieve aumento sia nel civile che nel penale, che porta alla conclusione che anche il 2007 è stato un anno sprecato sulla disastrata strada della modernizzazione della giustizia, cioè della compiuta realizzazione della nostra sana e robusta Costituzione. Eppure, nelle pieghe della procedura penale sono state inserite norme che favoriscono la produttività dei giudici. Ad esempio, sapevate che è tecnicamente possibile sottoscrivere ordinanze di custodia cautelare, riconoscendo al contempo la competenza territoriale di un altro giudice? E’ quello che è accaduto nell’affaire-Mastella.