Ed alla fine, terrorizzato di veder nascere una piccola Dc che lo avrebbe relegato alla irrilevanza, oltre che a guai pressoché immediati, il Cavaliere ha deciso di bersi l’ennesimo amaro calice, anche se dentro quel calice alcuni vedono soprattutto il cervello di un uomo a cui qualcuno (ma forse soprattutto se stesso) ha cercato di vendere non il Colosseo ma un salvacondotto. Ecco gli highlights minimi e minimali dei giorni che rafforzeranno ulteriormente la credibilità internazionale del nostro paese. Fermo restando che il ventennio a colori è finito.

Dopo una tregua durata alcune settimane, torna il crociato bioetico, al secolo Maurizio Sacconi. E lo fa dettando una agenzia in cui, replicando al suo compagno di partito, Sandro Bondi (che lo aveva accusato di essere interessato solo alla gestione del partito da posizioni di potere personale), riesce a ricordarci le sue note posizioni in materia, inclusa la diagnosi su cosa ha causato la crisi economica.

Dopo il fantasmagorico dato di produzione industriale italiana di agosto (più 4,3 per cento mensile, a fronte di un consenso posto a più 0,2 per cento), ecco l’immancabile autovelina del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che con i lucciconi agli occhi si compiace della conferma che “l’Italia si muove”