Irene Tinagli sullo sproloquio sacconiano di ieri. I veri problemi non si toccano, neppure in modo tangenziale. Su tutto, trionfa il moralismo integralista che rappresenta la miglior forma di diversione a supporto della perpetuazione del nulla programmatico, di cui si è avuta plastica e bigotta rappresentazione nella Conferenza nazionale sulla famiglia, che già del suo serve assai a poco.

Il livoroso ministro del Lavoro e del Welfare, Maurizio Sacconi, non è un nazista, e ritiene quindi che

«Le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio»

Tiriamo un sospiro di sollievo, dopo aver letto il proclama integralista di Sacconi di questa mattina, alla Conferenza nazionale sulla famiglia:

«Le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione»

Nel mese di luglio 2010 il tasso di disoccupazione italiana è stato pari all’8,4 per cento, sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente. E come ha commentato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi?

«La situazione dell’occupazione nel mese di luglio rimane sostanzialmente stabile. Mentre in Europa la disoccupazione non scende sotto il 10 per cento, il tasso di disoccupazione scende in Italia di un altro 0,1 per cento sul mese precedente, attestandosi all’8,4 per cento e la stessa disoccupazione giovanile scende dello 0,6 per cento. La situazione rimane certamente preoccupante, ma sarebbe colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale positivo con l’Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente fermatasi»

Scusi, Sacconi, abbia pazienza, ché a noi è già scappata da tempo.

Parlando ieri a margine dell’assemblea elettiva di Fedagri-Confcooperative, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha osservato che

“Il cantiere sul fisco che vuole aprire Tremonti ha un’impostazione molto sovversiva” rispetto alle precedenti perché “intende passare da una fiscalità penalizzante con una progressione ideologica sui redditi da lavoro” a tassare invece “i consumi e anche un po’ le cose. Spostare questo baricentro – aggiunge Sacconi – non è da poco. Incoraggia il reddito da lavoro e scoraggia altri modi di fare reddito con meno rischi e fatica”

Osservazioni molto dense.

In quanti e quali altri paesi occidentali o sedicenti tali un esponente di primo piano della maggioranza di governo, nonché ministro, potrebbe andare in giro, a quasi due anni dall’entrata in carica dell’esecutivo affermando, senza timore di essere spernacchiato dai suoi stessi elettori – oltre che da una stampa non asservita – una cosa di questo tipo?

Dopo le elezioni Regionali il Governo metterà in campo grandi riforme a partire da quella fiscale. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso della trasmissione ”Radio anch’io”, sottolineando che dopo l’appuntamento di marzo ci saranno tre anni senza appuntamenti elettorali e questo consentirà “un confronto senza l’ansia del consenso quotidiano che condiziona anche l’opposizione” – Ansa (18 febbraio)

E’ una cosa da non credere. Quindi finora l’assoluto immobilismo rifomistico di questo governo è stato imposto dalla frequenza troppo elevata di consultazioni elettorali?