Parlando ieri a margine dell’assemblea elettiva di Fedagri-Confcooperative, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha osservato che

“Il cantiere sul fisco che vuole aprire Tremonti ha un’impostazione molto sovversiva” rispetto alle precedenti perché “intende passare da una fiscalità penalizzante con una progressione ideologica sui redditi da lavoro” a tassare invece “i consumi e anche un po’ le cose. Spostare questo baricentro – aggiunge Sacconi – non è da poco. Incoraggia il reddito da lavoro e scoraggia altri modi di fare reddito con meno rischi e fatica”

Osservazioni molto dense.

In quanti e quali altri paesi occidentali o sedicenti tali un esponente di primo piano della maggioranza di governo, nonché ministro, potrebbe andare in giro, a quasi due anni dall’entrata in carica dell’esecutivo affermando, senza timore di essere spernacchiato dai suoi stessi elettori – oltre che da una stampa non asservita – una cosa di questo tipo?

Dopo le elezioni Regionali il Governo metterà in campo grandi riforme a partire da quella fiscale. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso della trasmissione ”Radio anch’io”, sottolineando che dopo l’appuntamento di marzo ci saranno tre anni senza appuntamenti elettorali e questo consentirà “un confronto senza l’ansia del consenso quotidiano che condiziona anche l’opposizione” – Ansa (18 febbraio)

E’ una cosa da non credere. Quindi finora l’assoluto immobilismo rifomistico di questo governo è stato imposto dalla frequenza troppo elevata di consultazioni elettorali?

Nuovo, ennesimo esempio di come si alimenta il dibattito pubblico in Italia:

Tra gli obiettivi della riforma fiscale c’è il ritorno alla deduzione per carichi familiari. Lo sottolinea il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine del convegno della Cisl “Le donne e il lavoro: la risposta alla crisi“. Affermando che ”sbagliò il governo Prodi a cancellare le deduzioni per carichi familiari che sono come il quoziente familiare se non meglio”.
“Ritornare alle deduzioni per carichi familiari è obiettivo della riforma – ha spiegato – compatibilmente con la situazione economica e di finanza pubblica”.
Sacconi ha precisato che ”sui tempi della riforma e su come si finanzia parla Tremonti per tutti” (Ansa, 18 gennaio 2010)

In pratica, funziona così: un governo Prodi modifica la legislazione fiscale; l’opposizione di centrodestra sbraita contro il cambiamento, e promette solennemente che la riforma verrà riformata. Divenuta maggioranza, la ex opposizione conferma l’intervento. Ma non subito: più avanti.

Intervenendo alla trasmissione Mattino Cinque su Canale 5, il consueto teatrino di famiglia (governativa), il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha annunciato al popolo sofferente che il tasso di disoccupazione nel 2010 si attesterà “al di sotto del 10 per cento”. Che detta così fa uno strano effetto, visto che a ottobre eravamo all’8 per cento.

L’Agenzia italiana del farmaco, Aifa, ha deciso di non modificare la propria delibera del 30 luglio scorso, che autorizza l’introduzione in Italia della pillola abortiva RU486, perché  tale delibera è “già pienamente coerente con l’esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero”, secondo la direttiva del ministo del Welfare, Maurizio Sacconi. Premesso che la somministrazione avverrà nelle strutture sanitarie indicate dalla legge 194, l’Aifa si dichiara incompetente a determinare se la somministrazione della Ru486 debba avvenire in modalità di ricovero ordinario o in regime di day hospital.

Ieri,  nel corso della Giornata Mondiale del Risparmio, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha segnalato che “nell’anno chiuso a settembre, in Italia l’occupazione è scesa del 3,3 per cento (650.000 unità), e che “registreremo ulteriori perdite in questi mesi finali dell’anno”. E’ utile premettere che Draghi ha tratto queste stime dai modelli econometrici della Banca d’Italia, non ha interpellato una cartomante.