La puntata di questa sera di Annozero sarà utilissima agli storici (ma anche agli archeologi) che tenteranno di scrivere il post mortem della repubblica italiana. Un Vecchio Saggio Fondatore, che abitualmente spiega a dio dove abita, che con la sola imposizione della barba trasforma il “meticcio” in “mandingo” (perché “il meticcio è più prestante”); due filosofi tardo-ottocenteschi (soprattutto tardi) colpiti da abbondante salivazione di fronte al “tornante della storia” che tutto e tutti travolge.

Ad Annozero, efficacissima apparizione di Giorgio Fidenato. Contro la politica dei sussidi, contro le invocazioni al politico-salvatore di turno (oggi i leghisti), contro i cospirazionismi che vedono nelle “perfide multinazionali” la radice del “complotto contro la produzione italiana”, tutti concetti espressi da agricoltori ed allevatori che proprio non arrivano ad afferrare la nozione di libero mercato, e non è colpa loro, ma del clima culturale (e del sistema educativo) di questo disgraziato paese.

Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, tende a sovrastimare (per usare un eufemismo) il potere mediatico di Michele Santoro:

«“Annozero” è una trasmissione che ha obiettivi politici chiarissimi. Essa è collegata a un gruppo politico-giudiziario che ha come terminale giornalistico Travaglio e come punto di riferimento politico Di Pietro; in mezzo c’è una operosa componente giudiziaria che ha punti di riferimento in alcune procure, da quella di Palermo a quella di Potenza. L’obiettivo di questo network è quello di destabilizzare il quadro politico. Certamente di questo nucleo il dottor Santoro è la punta di diamante mediatica»