di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Il prossimo anno, quando inizieranno a scrivere le nuove regole per le istituzioni finanziarie statunitensi, i regolatori federali non potranno esimersi dal richiedere profondi cambiamenti al modo in cui investment bankers e traders vengono retribuiti, pena il fallimento di qualsiasi riforma. Per anni, infatti, sono stati pagati bonus su guadagni pressoché indipendenti dai rischi a cui l’istituzione finanziaria veniva esposta, malgrado i pubblici proclami del contrario. E’ ormai evidente che la distorsione della struttura di incentivi rappresenta una causa determinante dell’attuale crisi finanziaria. Al termine dello scorso anno, malgrado l’evidenza di enormi perdite, le banche d’investimento hanno continuato a pagare bonus rivolti al passato e comparabili al monte-bonus corrisposto a fine 2006, quando i profitti erano molto più elevati ed il futuro appariva ben più roseo.

Commentando l’intervento di salvataggio del Tesoro statunitense a favore di Freddie Mac e Fannie Mae, Ennio Caretto scrive:

“Per i milioni di famiglie americane che rischiano di perdere la casa è una tempestiva operazione di salvataggio.”

Non è esatto. I mutuatari che non riusciranno a servire il debito continueranno a perdere la propria abitazione. Invece, proprio per impedire che tali insolvenze portino Fannie e Freddie al fallimento, bruciandone la base di capitale, il Tesoro statunitense sottoscriverà delle senior preferred shares, privilegiate anche su quelle già esistenti, e dei warrant, ricostituendo così progressivamente il capitale delle Agenzie. Rimosso il management, sospeso il pagamento dei dividendi su azioni ordinarie e preferred, ed anche l’attività di lobbying, misura di decenza minimale per istituzioni-centauro come queste.

Alan Greenspan prende posizione sulla crisi di credito e solvibilità delle istituzioni finanziarie, ed approfitta dell’opportunità per rilanciare il suo manifesto pro-mercato:

“We may not easily confront or accept the price dynamics of home and equity prices, but we can fend off cries of political despair which counsel the containment of competitive markets. It is essential that we do so. The remarkably strong performance of the world economy since the near universal adoption of market capitalism is testament to the benefits of increasing economic flexibility.”

Il capitalismo di mercato come veicolo di flessibilità che agevola la resistenza alle crisi. Stavamo per sottoscrivere entusiasticamente il principio quando una notizia passata quasi inosservata ha richiamato la nostra attenzione.

Secondo l’associazione dei consumatori Adusbef, quest’anno pignoramenti ed esecuzioni immobiliari dovrebbero aumentare del 19 per cento, per effetto delle insolvenze legate alla insostenibilità, da parte dei debitori, dei costi legati all’aumento dei tassi sui mutui. Sempre secondo Adusbef, in Italia i mutui a tasso variabile rappresenterebbero il 91 per cento del totale, una percentuale molto più elevata della media europea.