Come segnala Bloomberg, l’economia islandese rischia una nuova bolla immobiliare ed il dissesto della struttura pubblica che intermedia i mutui. La criticità deriva dalla presenza, nel sistema economico del paese, di una rilevante quantità di liquidità offshore (stimata pari a 8 miliardi di dollari) che non può defluire a causa delle restrizioni imposte dal governo dopo la grave crisi che ha messo in ginocchio il sistema bancario islandese, causando un default del valore di circa 85 miliardi di dollari.

Ieri il ministro spagnolo dell’Economia, Luis de Guindos, ha presentato le linee guida in base a cui verrà realizzata la bad bank del sistema bancario spagnolo, il veicolo che dovrà rimuovere dai bilanci delle banche i prestiti divenuti tossici. E, come ampiamente prevedibile, l’intera costruzione rischia di andare a schiantarsi contro la realtà, come già acaduto negli Stati Uniti e in Irlanda.

Durante una intervista concessa a il Mattino, il presidente della associazione dei costruttori edili (Ance), Paolo Buzzetti, ha sostenuto che oggi

«Le banche non erogano i mutui temendo di non poter disporre della liquidità necessaria all’acquisto di titoli di Stato. Il meccanismo si è inceppato per la crisi di liquidità e ora speriamo che, con l’intervento della Bce, la situazione migliori»

Le cose non stanno esattamente in questi termini.

Ammontano a oltre 60mila i mutui sospesi alle famiglie nell’ambito della moratoria Abi, per un controvalore di 7,3 miliardi di debito residuo. I dati, aggiornati a gennaio 2012, garantiscono alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 464 milioni di euro, pari a 7.200 euro a famiglia. E’ quanto emerso nel convengo “Dimensione cliente” organizzato dall’Abi.